(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Le dichiarazioni diffuse in queste ore ricostruiscono in modo improprio ruoli, competenze e responsabilità in una vicenda estremamente delicata che riguarda una minore e che, proprio per questo, meriterebbe prudenza e rispetto.
Occorre chiarire un punto fondamentale: i provvedimenti relativi all’allontanamento, al collocamento e alla tutela dei minori sono adottati dall’Autorità giudiziaria competente, sulla base degli elementi acquisiti nel procedimento e delle valutazioni svolte dai soggetti coinvolti, nell’ambito delle rispettive funzioni. Il tutore e l’amministrazione non hanno il potere di “impedire” o modificare autonomamente decisioni dell’autorità giudiziaria.
L’eventuale ruolo di tutore pubblico, inoltre, non coincide né si sovrappone a funzioni politiche o amministrative: si tratta di un incarico esercitato nell’interesse esclusivo del minore e all’interno del perimetro definito dall’autorità giudiziaria e dalla normativa vigente. Attribuire a tale figura poteri diversi o responsabilità estranee alle sue funzioni significa rappresentare in modo non corretto il sistema di tutela previsto dall’ordinamento.
Su vicende che coinvolgono minori, e ancor più situazioni caratterizzate da fragilità e complessità, riteniamo necessario evitare semplificazioni, ricostruzioni parziali o polemiche politiche che non tengono conto di elementi e circostanze specifiche che non possono essere rese pubbliche e che rischiano soltanto di aumentare tensioni e strumentalizzazioni. L’interesse della minore deve restare l’unico elemento centrale.
