Di Luca Franceschi
///
Il deputato di Alleanza Verdi Sinistra Angelo Bonelli contesta fermamente le dichiarazioni rilasciate dal Presidente del Senato Ignazio La Russa al Corriere della Sera riguardanti la figura di Giorgio Almirante. Secondo Bonelli, si tratta dell’ennesimo tentativo di revisionismo storico compiuto da un esponente che ricopre la seconda carica dello Stato, un atteggiamento che non può essere tollerato.
Bonelli ricorda nei dettagli il ruolo ricoperto da Almirante durante il periodo fascista: capo di gabinetto del Ministero della Cultura Popolare nella Repubblica di Salò, collaboratore della rivista “La Difesa della Razza”, sostenitore convinto delle leggi razziali e teorico di un antisemitismo consapevole e aggressivo. Presentare questa figura come un protagonista del percorso democratico italiano costituisce, a suo avviso, un insulto diretto alla verità storica e alla memoria di tutti gli ebrei italiani che hanno subito persecuzioni, deportazioni e morte.
Il co-portavoce di Europa Verde sottolinea che il dialogo politico e la ricostruzione storica dei crimini rappresentano due piani completamente diversi, che non dovrebbero essere mescolati. Secondo Bonelli, La Russa mescola deliberatamente questi ambiti per riscrivere il passato, una pratica che non è nuova. Bonelli cita altri episodi controversi: quando La Russa ha sostenuto che nella Costituzione manca un riferimento antifascista, oppure quando ha reinterpretato i fatti di via Rasella definendo i soldati nazisti coinvolti come “semi-pensionati”. Oggi, sostiene Bonelli, compie un ulteriore passo in questa direzione trasformando un protagonista della propaganda razzista fascista in una figura fondatrice della democrazia repubblicana.
Bonelli conclude affermando che da chi rappresenta le istituzioni ci si deve attendere un rispetto rigoroso della verità storica e dei valori antifascisti su cui poggia la Costituzione italiana. Secondo il deputato, La Russa non ha mai dimostrato tale rispetto, né lo fa oggi.
