Di Luca Franceschi
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Il Governo Meloni continua a rivendicare l’ottenimento delle rate del Pnrr da Bruxelles, ma fallisce nel trasformare quelle risorse in investimenti reali, infrastrutture, innovazione e crescita economica.
Secondo un’analisi degli economisti Buti e Messori sullo stato di avanzamento del Piano, l’Italia è tra i Paesi europei con il peggior rapporto tra fondi ricevuti e capacità di trasferimento all’economia reale.
Un dato gravissimo, soprattutto considerando che il nostro Paese ha ricevuto circa 166 miliardi di euro tra sovvenzioni e prestiti del Next Generation EU.
Il Governo ha privilegiato la propaganda e la dimensione contabile del Pnrr rispetto al suo reale impatto economico.
Le risorse continuano ad arrivare troppo lentamente a imprese, Comuni, sanità, scuola, infrastrutture e transizione energetica.
L’analisi evidenzia ritardi amministrativi, bassa capacità di assorbimento e rallentamenti nella trasmissione dei fondi al sistema economico.
La centralizzazione della governance del Piano, fortemente voluta da Fitto fino all’attuale ministro Foti, non ha prodotto né efficienza né accelerazione degli investimenti.
Molte risorse restano bloccate nei passaggi burocratici e una parte significativa dei finanziamenti è stata dispersa in interventi frammentati, con scarso impatto sulla produttività e sulla competitività industriale del Paese.
La situazione è ancora più grave nel Mezzogiorno, dove i ritardi stanno mettendo in difficoltà soprattutto i Comuni più fragili.
Questo è il più grande fallimento della storia d’Italia, un’occasione straordinaria di modernizzazione del Paese trasformata in una gigantesca operazione di propaganda.
È quanto ha dichiarato il senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e componente della Commissione d’inchiesta sulle banche.
