(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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In relazioni a recenti polemiche, Rai sottolinea come una semplice comunicazione informativa per il canone speciale destinata all'”Associazione Antimafie Rita Atria” sia stata utilizzata in maniera del tutto strumentale per richiamare l’attenzione collettiva su una triste vicenda di mafia, paventando una “sciatteria” da parte della Rai nella gestione dei data base. Come se la Rai avesse persone defunte nei suoi archivi. Ma così non è come dimostra la circostanza che l’avviso riguarda il canone speciale (dovuto dalle associazioni) e non il canone ordinario (dovuto invece dalle persone fisiche).
Vale la pena di evidenziare, inoltre, che la Rai non ha mancato di dare il giusto risalto alla vicenda e alla storia di Rita Atria. Basti ricordare due importanti prodotti di forte impatto civile a lei ispirati: la Miniserie “Non parlo più” (regia di Vittorio Nevano) del 1995, una coproduzione Rai 2 – ZDF, e “La siciliana ribelle” (regia di Marco Amenta), film del 2008 co-prodotto da Rai Cinema.
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