Di Luca Franceschi
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La deputata del Movimento 5 Stelle Valentina D’Orso, capogruppo in commissione Giustizia, è intervenuta durante il convegno “Il carcere raccontato da un professore” organizzato alla Camera dei Deputati, lanciando un forte appello per un cambiamento radicale del sistema carcerario italiano.
Secondo la parlamentare, per trasformare la drammatica realtà delle carceri nel nostro Paese è necessario puntare sulla umanizzazione della popolazione detenuta, che attualmente viene considerata, anche a causa di precise scelte politiche, come uno scarto della società.
D’Orso ha puntato il dito contro quella che definisce la visione iper-securitaria e panpenalistica del governo Meloni, che andrebbe a discapito della funzione rieducativa della pena.
A titolo esemplificativo, la deputata ha citato una norma contenuta nel recente decreto sicurezza che considera particolarmente preoccupante: si tratta della disposizione che consente agli agenti penitenziari di svolgere operazioni sotto copertura all’interno del carcere, ma che per come è stata redatta presenta un confine molto labile con le condotte degli agenti provocatori, ovvero coloro che istigano a commettere reati.
Questa condotta distruttiva, ha proseguito D’Orso, si consuma anche attraverso una serie di atti amministrativi che danno la precedenza alla repressione rispetto ai percorsi rieducativi nelle carceri.
La parlamentare pentastellata ha sottolineato come la risocializzazione e la rieducazione siano strumenti fondamentali per abbattere la recidiva, che altrimenti risulta quasi inevitabile, e per consentire alle persone detenute di rielaborare il proprio vissuto, scoprire proprie inclinazioni e talenti nascosti, immaginare un futuro molto diverso dal passato.
Nel dibattito politico si parla molto di sicurezza, ha concluso D’Orso, ma abbattere la recidiva dei detenuti rappresenta un’azione fondamentale per portare vera sicurezza e non solo chiacchiere vuote.
