Di Luca Franceschi
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Il Partito democratico ribadisce il suo pieno sostegno alla prospettiva di allargamento dell’Unione europea all’Ucraina e a tutti gli altri Paesi candidati, con particolare attenzione ad Albania e Balcani. Questa posizione è stata espressa più volte attraverso atti parlamentari ufficiali.
Secondo la delegazione dem, il raggiungimento di una pace giusta e duratura con garanzie di sicurezza chiare, nonché l’adozione di riforme interne che affrontino trasparenza e lotta alla corruzione, rappresentano condizioni necessarie per questo ingresso. Si tratta di un orientamento condiviso e supportato da regole precise dell’Ue.
Tuttavia, il Pd sottolinea come questi requisiti debbano costituire motivazioni per sostenere gli sforzi dell’Ucraina nel processo di integrazione, e non diventare pretesti per bloccare l’avvio del percorso. Secondo questa lettura, le divisioni che emergono nel governo su questa prospettiva politica sono significative e preoccupanti.
Riguardo alle riforme dell’Unione europea, il partito sostiene che queste sono necessarie già con i 27 Stati membri attuali e diventeranno ancora più importanti per rendere sostenibile l’allargamento. Si tratta di un’esigenza impellente che riguarda in particolare il bilancio dell’Unione e i meccanismi decisionali. Per il Pd, tuttavia, le riforme non rappresentano un ostacolo per i candidati, né devono essere utilizzate come scusa per rinviare indefinitamente l’allargamento.
Giuseppe Provenzano, responsabile Esteri nella segreteria del Partito democratico, rileva come l’utilizzo di questi argomenti da parte di esponenti della maggioranza che si oppongono a ogni avanzamento nell’integrazione europea chiarisce chiaramente la natura strumentale di tale posizione.
