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M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «ISTRUZIONE: PAVANELLI (M5S), “RITARDI INACCETTABILI SUI FONDI 0-6. GOVERNO METTE A RISCHIO SERVIZI ESSENZIALI PER FAMIGLIE E COMUNI”»

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11.20 - mercoledì 13 maggio 2026

Di Luca Franceschi
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La deputata del Movimento 5 Stelle Emma Pavanelli ha presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Istruzione e del Merito per sollecitare chiarimenti immediati riguardo al grave ritardo nell’adozione del decreto di riparto del Fondo nazionale per il sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita fino ai sei anni, relativamente all’annualità 2026.

Si tratta di risorse fondamentali destinate a garantire il funzionamento dei servizi educativi per l’infanzia, a sostenere gli asili nido e le scuole dell’infanzia, oltre a permettere a Regioni e Comuni di programmare interventi indispensabili per migliaia di famiglie.

Attualmente, il decreto ministeriale necessario per avviare la programmazione regionale e l’erogazione dei fondi non risulta ancora adottato né pubblicato.

Secondo la deputata pentastellata, mentre il Governo continua a dichiarare la centralità della famiglia e il sostegno alla natalità tra le sue priorità, nei fatti lascia enti locali e amministrazioni territoriali nell’incertezza più totale.

Questo ritardo sta già producendo effetti concreti e preoccupanti: impossibilità di programmare i servizi, difficoltà finanziarie per i Comuni e rischio di rallentamenti o riduzioni dell’offerta educativa destinata ai bambini nella fascia di età compresa tra zero e sei anni.

Nell’interrogazione presentata, vengono chieste al Ministro le ragioni del ritardo, i tempi previsti per l’adozione del decreto e quali misure urgenti intenda assumere per evitare blocchi nell’erogazione delle risorse.

Viene inoltre chiesto se il Governo non ritenga necessario predisporre misure transitorie straordinarie per garantire continuità ai servizi educativi nelle more dell’approvazione del provvedimento.

Particolarmente critica risulta la situazione per molte realtà territoriali, tra cui l’Umbria, dove l’ultima annualità pienamente operativa resta quella del 2025. Senza il decreto relativo al 2026, l’intera filiera amministrativa rischia di fermarsi.

Pavanelli sottolinea che non si può scaricare sui territori il peso dei ritardi ministeriali. I servizi educativi per l’infanzia rappresentano un presidio sociale ed educativo essenziale e non possono essere trattati con superficialità o lasciati ostaggio dell’inerzia burocratica del Governo.

Serve pertanto un intervento immediato per sbloccare i fondi e dare certezze a famiglie, lavoratori del settore ed enti locali.

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