Di Luca Franceschi
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Il senatore Pietro Lorefice, Segretario di Presidenza del Senato e capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione Politiche UE di Palazzo Madama, ha sollevato pesanti accuse riguardo presunte irregolarità nelle nomine all’interno dell’INPS. Le dichiarazioni arrivano in un momento delicato per l’ente previdenziale, chiamato a gestire una fase di importante reclutamento di personale.
Secondo quanto denunciato dal parlamentare pentastellato, le notizie relative a presunte nomine e promozioni che coinvolgerebbero Alessandro Di Meglio ed Enrica Conte, qualora trovassero conferma, delineerebbero uno scenario estremamente grave. La questione assume particolare rilevanza considerando il tempismo con cui queste vicende emergono.
Le presunte irregolarità si verificherebbero infatti a ridosso della recente delibera INPS che ha aggiornato il Piano Integrato di Attività e Organizzazione per il periodo 2026-2028, un documento che programma l’assunzione di oltre 7.000 nuove unità di personale nell’arco del triennio. Si tratta di un piano di reclutamento di dimensioni considerevoli, che rende ancora più delicata la questione della trasparenza nella gestione delle risorse umane.
Il senatore Lorefice ha evidenziato una contraddizione di fondo nel comportamento dell’ente. Da una parte si chiede ai cittadini di avere fiducia nei concorsi pubblici come strumento di selezione meritocratica, dall’altra emergerebbero incarichi apicali e avanzamenti di carriera legati non al merito e alla trasparenza, ma a logiche di vicinanza politica o relazionale.
Particolarmente critica risulterebbe la situazione relativa alle posizioni strategiche, come quella del coordinamento dell’area legale, un ruolo cruciale in una fase caratterizzata da un importante reclutamento di personale. Secondo il parlamentare del M5S, l’assegnazione di questi incarichi secondo criteri discutibili rischia di condizionare la credibilità e la trasparenza delle procedure concorsuali.
Il rischio paventato è quello di un sistema di amichettismo a cascata, che si propaga dall’alto verso il basso all’interno dell’organizzazione, minando alla base i principi di imparzialità e merito che dovrebbero guidare le selezioni pubbliche.
Per questo motivo il senatore Lorefice ha lanciato un appello diretto alla ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone, chiedendole di fare chiarezza sulla vicenda in tempi rapidi. La richiesta è quella di interventi immediati per dissipare ogni dubbio e restituire trasparenza ai processi di selezione e promozione del personale.
La chiusura dell’intervento del parlamentare pentastellato è stata particolarmente netta: gli enti pubblici non possono e non devono trasformarsi in uffici di collocamento per amici e parenti. Un principio che richiama il rispetto delle regole fondamentali della pubblica amministrazione e la tutela dell’interesse collettivo rispetto a quello di singoli o gruppi ristretti.
