Di Luca Franceschi
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La deputata del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino ha lanciato dure critiche al ministro Urso durante un intervento in commissione Attività produttive, sottolineando come dopo quattro anni di governo si torni a parlare di nucleare come di una scoperta rivoluzionaria.
Secondo la parlamentare pentastellata, l’assenza di una politica energetica seria impedisce qualsiasi possibilità di sviluppare una vera politica industriale e di conseguenza la crescita del Paese. Durante i quattro anni di gestione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy da parte di Urso, la produzione industriale ha registrato un crollo continuo.
Le famiglie e le aziende sono state strozzate da bollette insostenibili, mentre il piano Transizione 5.0 si è rivelato un danno per le imprese anziché un sostegno. Il settore automotive italiano ha subito un progressivo smantellamento, con chiusure e dismissioni stabilimento dopo stabilimento.
Appendino ha evidenziato la contraddizione stridente tra le dichiarazioni del ministro e la realtà dei fatti. Proprio nel giorno in cui Electrolux ha annunciato 1.700 esuberi, Urso ha sostenuto che l’Italia sarebbe più attrattiva e competitiva.
La deputata ha paragonato il ministro al musicista del Titanic, che continuava a suonare e a diffondere ottimismo mentre la nave affondava, con la differenza sostanziale che in questo caso il prezzo dell’incapacità ministeriale non viene pagato dal responsabile, ma ricade su imprese, lavoratori e famiglie che non possono permettersi il lusso di questa inadeguatezza nella gestione del dicastero.
