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RAI STORIA * “FAMIGLIA, FAMIGLIE” – 12/05(18.30) : «LA PATRIA POTESTÀ CEDE IL PASSO, LA FAMIGLIA ITALIANA DIVENTA PIÙ AFFETTIVA E PARITARIA» (VEDI-SEGUI DIRETTA VIDEO – LINK / RIVEDI STREAMING)

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08.56 - lunedì 11 maggio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Non onorare il padre, non più, non solo. Ma rispettare il padre e la madre. E che loro facciano lo stesso verso i figli. Nel maggio 1975 la riforma del diritto di famiglia uguaglia figure e ruoli, diritti e doveri dei coniugi e dei genitori: è la fine della tradizione millenaria della patria potestà. Un anno prima, la vittoria dei favorevoli al divorzio ha aperto una breccia nel modello domestico rigido e gerarchico. La famiglia cambia, ancora una volta, e con lei tutta la società.

Per l’anniversario del referendum sul divorzio, Rai Cultura ripropone martedì 12 maggio alle 18.30 su Rai Storia la puntata «Genitori e figli» della serie «Famiglia, famiglie». Il racconto attraversa secoli di obbedienza e conflitti: dall’antichità, quando i figli sono proprietà del padre, fino al Novecento italiano, in cui il pater familias resta al vertice della casa e la subordinazione di moglie e figli è ancora scritta nel Codice civile del 1942.

La puntata, arricchita da analisi di storici, demografi, giuristi e psicologi, entra con immagini d’epoca e pagine di diario nelle forme concrete di questo potere. Le balie a cui le famiglie abbienti affidano l’allattamento, i precettori, i collegi, l’educazione costruita su distanza, disciplina e punizione. Poi arriva il fascismo, che prova a fare della famiglia una cellula gerarchica dello Stato e del padre un garante dell’ordine, chiamato a “dare figli alla patria”.

Dopo la guerra, però, qualcosa si incrina e la distanza tra padri e figli aumenta enormemente. Il boom economico, la scolarizzazione, il lavoro femminile, i consumi, la nascita stessa della “gioventù” come categoria separata provocano una rottura radicale. «La famiglia è morta», dicono, «È boccheggiante». I padri restano figure severe o assenti, i figli chiedono libertà, le figlie contestano il controllo sulla loro coscienza e sul loro corpo.

E quel percorso, ormai irreversibile, arriva fino alle famiglie di oggi: meno autoritarie, più affettive, con figli sempre più al centro e sempre più a lungo in casa, fra lavoro precario e nuove dipendenze dai genitori.

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