Di Luca Franceschi
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Il Governo Meloni continua a operare in una situazione di profonda ambiguità riguardante la questione nucleare. Il ministro Pichetto Fratin ha affermato che eventuali applicazioni nel settore militare avrebbero carattere esclusivamente difensivo e non offensivo. Tuttavia, durante i lavori dell’Aula odierna, l’Esecutivo non ha fornito chiarimenti su cosa significhi concretamente questa affermazione, né ha specificato se si faccia riferimento alla propulsione nucleare per le navi militari italiane o ad altre applicazioni.
Secondo Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, la soluzione sarebbe stata semplice: approvare l’emendamento presentato da AVS alla legge delega sul nucleare, con il quale si richiedeva di escludere esplicitamente qualsiasi utilizzo a fini militari. L’Esecutivo ha invece respinto questa proposta, una scelta che solleva interrogativi ancora senza risposta.
Bonelli ha sottolineato come AVS avesse affermato chiaramente le proprie posizioni: se il Governo intendeva procedere con la riapertura del nucleare civile, avrebbe dovuto almeno scrivere nella legge che l’utilizzo fosse limitato unicamente ad applicazioni civili, escludendo categoricamente qualsiasi scopo militare. La maggioranza ha rifiutato questa soluzione. Le dichiarazioni successive del ministro Pichetto, secondo il deputato, confermano tutte le preoccupazioni sollevate da AVS.
La distinzione tra nucleare militare “difensivo” e “offensivo” rappresenta, a giudizio di Bonelli, una scelta politicamente pericolosa e giuridicamente priva di fondamento. L’Italia è vincolata dal Trattato di non proliferazione nucleare e non può tollerare zone grigie su un tema di questa rilevanza strategica.
AVS ha annunciato l’intenzione di chiedere chiarimenti direttamente al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, sia relativamente alle sue dichiarazioni che alle contraddizioni emerse durante i lavori parlamentari. Il Parlamento ha il diritto di conoscere l’eventuale esistenza di programmi, ricerche o investimenti pubblici collegati a tecnologie nucleari con possibili applicazioni militari, nonché l’identità dei soggetti coinvolti e l’ammontare dei costi.
Bonelli ha concluso criticando la strategia complessiva del Governo sulla questione energetica. Mentre gli italiani continuano a confrontarsi con bollette estremamente elevate, l’Esecutivo non dispone di una strategia credibile sulle fonti rinnovabili, blocca l’installazione di impianti e promuove una tecnologia costosa, lenta e rischiosa. A questo scenario si aggiunge ora l’incertezza riguardante possibili applicazioni militari dell’energia nucleare, una situazione definita inaccettabile dal co-portavoce di Europa Verde.
