Di Luca Franceschi
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# Legge elettorale, Bignami: “A sinistra non tutti contrari, aspettiamo le proposte”
Antonio Tajani, esponente di Fratelli d’Italia, interviene sulla questione dei rapporti con gli Stati Uniti e sulla riforma della legge elettorale in discussione al Parlamento. A proposito dell’incontro tra il Segretario di Stato americano Marco Rubio e la Premier Giorgia Meloni, sottolinea come i rapporti personali non siano rilevanti rispetto alla prosecuzione dell’interesse nazionale.
“Dal nostro punto di vista, la strada è sempre la stessa: bisogna perseguire l’interesse nazionale e poi dire all’alleato quando non si è d’accordo”, dichiara, affermando che gli Stati Uniti devono restare un alleato affidabile per l’Italia, come lo sono stati da sempre. L’affidabilità dipenderà dal tipo di relazione che si instaura: se basata su compromessi e sudditanza, il rapporto risulterà squilibrato, mentre continuando a perseguire gli interessi nazionali la solidità sarà più concreta.
Rispondendo a chi gli chiede se Trump continuerà a essere un alleato affidabile, osserva che il candidato repubblicano avrà un mandato temporale: “Trump due anni fa non era presidente Usa e tra tre anni non lo sarà più, mentre credo che Giorgia Meloni sarà ancora presidente del Consiglio”. Nega inoltre che la vicinanza a Trump possa generare timore di perdita di consenso elettorale, sottolineando come i cittadini comprendano bene come il governo intenda i rapporti internazionali, senza personalizzazioni eccessive come quelle riscontrate in altre forze politiche.
Sul fronte della riforma elettorale, Bignami spiega che l’obiettivo del governo è garantire che chi vince possa governare, evitando governi tecnici e assicurando stabilità. “Partendo da qui speriamo che anche a sinistra ci sia chi vuole cogliere l’opportunità. La cosa più importante è che ci sia un confronto”, afferma. Il centrosinistra per ora rifiuta di discuterne, ma il diretto interessato nota che Giuseppe Conte chiede di essere “netti” nel rifiutarla, il che suggerisce come il messaggio sia rivolto all’interno della stessa coalizione di opposizione.
Riguardo ai tempi di approvazione, il rappresentante del governo afferma che la proposta è presente sul tavolo con volontà di approvarla, ma al momento non vi è fretta: “Se si apre un dialogo con l’accoglimento di proposte delle opposizioni, credo sia utile. In quel caso potremmo aspettare, a meno che non si tenti di stravolgerla”. Sulle modifiche richieste dagli alleati di Forza Italia, in particolare sulle preferenze, dice che deciderà il Parlamento, mentre il testo non è blindato.
Alle critiche secondo cui il centrodestra vuole far passare questa legge come bandiera di Fratelli d’Italia, replica che è una proposta dell’intero centrodestra. Infine, rispondendo alle accuse dell’opposizione di immobilismo, ricorda i risultati ottenuti dal governo: un mercato del lavoro con mille occupati al giorno, una riforma fiscale che ha dato agli italiani 21 miliardi in più e la redistribuzione del reddito in favore delle fasce più deboli attraverso la tassazione di banche e extra profitti.
Su una possibile domanda sul premierato, Bignami conclude ricordando che rimane nel programma e la finestra per approvarlo non è ancora chiusa.
