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INTESA SANPAOLO * RISULTATI CONSOLIDATI AL 31 MARZO 2026: «UTILE NETTO € 2,8 MLD (+5,6% VS 1° TRIM. 2025)»

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13.14 - venerdì 8 maggio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Intesa Sanpaolo: Risultati Consolidati al 31 Marzo 2026

I risultati del primo trimestre 2026 evidenziano la capacità di Intesa Sanpaolo di generare una solida redditività sostenibile, con un utile netto pari a € 2,8 mld (+5,6% vs 1° trim. 2025). Previsione di utile netto per il 2026 confermata a circa € 10 mld.

Significativo ritorno cash per gli azionisti: € 2,6 mld di distribuzione maturata nel trimestre, di cui € 2,1 mld come dividendi, che si aggiungono al saldo dividendi 2025 di € 3,3 mld da pagare a maggio 2026 e al buyback pari a € 2,3 mld da avviare a luglio 2026.

Il solido andamento economico e patrimoniale del trimestre si è tradotto in una significativa creazione di valore per tutti gli stakeholder e non solo per gli azionisti da parte del Gruppo, che si posiziona ai vertici mondiali per impatto sociale: in particolare, € 1,8 mld di imposte generate, rafforzamento dell’inclusione finanziaria con circa € 1,4 mld di social lending erogati nel 1° trim. 2026, circa € 1,1 mld già investito nel 2023 – primo trimestre 2026 per contrastare la povertà e ridurre le disuguaglianze.

Intesa Sanpaolo è un acceleratore della crescita dell’economia reale in Italia: circa € 13 mld di nuovo credito a medio-lungo termine a famiglie e imprese del Paese nel 1° trim. 2026; circa 560 aziende riportate in bonis nel 1° trim. 2026 e circa 147.300 dal 2014, preservando rispettivamente circa 2.800 e 737.000 posti di lavoro.

Intesa Sanpaolo è pienamente in grado di operare con successo in ogni scenario grazie ai punti di forza che contraddistinguono il Gruppo, in particolare:
– La redditività resiliente, dovuta anche alla gestione integrata dei ricavi per creare valore;
– La solida patrimonializzazione, il basso leverage, la forte liquidità e lo status di banca a “zero NPL”;
– I significativi investimenti in tecnologia e l’elevata flessibilità nella gestione dei costi operativi;
– La leadership nell’attività di Wealth Management, Protection & Advisory.

Al 31 marzo 2026 elevata patrimonializzazione, largamente superiore ai requisiti normativi: Common Equity Tier 1 ratio al 13%, deducendo dal capitale la distribuzione maturata nel 1° trim. 2026 e il buyback da avviare a luglio 2026, al 13,9% considerando oltre 80 centesimi di punto di beneficio derivante dall’assorbimento delle imposte differite attive (DTA).

Risultato corrente lordo +9,7% vs 1° trim. 2025. Crescita del 9% vs 1° trim. 2025 del risultato della gestione operativa, con proventi operativi netti in aumento del 5,3% (commissioni nette +3,1%, risultato dell’attività assicurativa +3%, forte crescita del risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value, interessi netti +0,1%) e costi operativi in diminuzione dello 0,7%.

**Qualità del credito:**
– Crediti in sofferenza quasi azzerati;
– Incidenza dei crediti deteriorati sui crediti complessivi pari allo 0,8% al netto delle rettifiche e all’1,5% al lordo, secondo la metodologia EBA;
– Costo del rischio annualizzato a 16 centesimi di punto;
– Crediti della controllata russa vicini allo zero.

– Utile netto del 1° trim. 2026 a € 2.761 mln, +5,6% rispetto a € 2.615 mln del 1° trim. 2025
– Risultato corrente lordo in crescita del 9,7% vs 1° trim. 2025
– Risultato della gestione operativa in aumento del 9% vs 1° trim. 2025
– Proventi operativi netti in crescita del 5,3% vs 1° trim. 2025: commissioni nette +3,1%, risultato dell’attività assicurativa +3%, forte crescita del risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value, interessi netti +0,1%
– Costi operativi in diminuzione dello 0,7% vs 1° trim. 2025
– Qualità del credito:
– Crediti in sofferenza quasi azzerati, pari a € 0,8 mld al netto delle rettifiche di valore
– Incidenza dei crediti deteriorati sui crediti complessivi pari allo 0,9% al netto delle rettifiche e all’1,8% al lordo, rispettivamente allo 0,8% e all’1,5% secondo la metodologia EBA
– Costo del rischio annualizzato a 16 centesimi di punto
– Crediti della controllata russa vicini allo zero
– Elevata patrimonializzazione, largamente superiore ai requisiti normativi:
– Common Equity Tier 1 ratio al 13%, deducendo dal capitale (°) € 2,6 mld di distribuzione maturata nel 1° trim. 2026 (°°) e € 2,3 mld di buyback da avviare a luglio 2026, al 13,9% considerando oltre 80 centesimi di punto di beneficio derivante dall’assorbimento delle imposte differite attive (DTA) (°°°)

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