(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Daniele Capezzone oggi si è svegliato con l’illuminazione del secolo: una commissione parlamentare di inchiesta su Report e sui fantomatici “dossieraggi”. Un’idea talmente geniale da far sorgere una domanda spontanea: com’è possibile che nessuno ci avesse pensato prima?
Con guerre che si moltiplicano, un’economia che arranca, salari fermi al palo e un Paese che scivola ogni giorno un po’ più giù, cosa c’è di più urgente di un bel carrozzone politico, costoso e rumoroso, da mettere al servizio della propaganda di Giorgia Meloni e dei suoi trombettieri di fiducia?
Capezzone, in questo, si conferma una garanzia: una commissione d’inchiesta contro una trasmissione televisiva è esattamente ciò di cui l’Italia non sapeva di avere disperato bisogno.
A questo punto però sarebbe bello che il direttore de Il Tempo passasse dalle parole ai fatti. Niente più editoriali ispirati: un bel messaggio WhatsApp a colui che ogni mese gli firma lo stipendio, il parlamentare leghista Angelucci, e la richiesta chiara e semplice di presentare il disegno di legge per istituire questa magnifica commissione.
Certo, c’è il piccolo dettaglio che Angelucci in Parlamento non si vede praticamente mai, quindi depositare l’atto potrebbe essere complicato. Ma non disperiamo: in un’aula piena di galoppini sempre pronti a immolarsi per una causa così “cruciale” per le sorti del Paese, qualcuno disposto a metterci la firma si troverà di sicuro.
Dopo la genialata di Tommaso Cerno, che usa il suo giornale per attaccare l’azienda pubblica che lo paga con i soldi degli italiani – e su cui a breve depositeremo l’interrogazione in vigilanza per chiedere conto della compatibilità della condotta di Cerno con il codice etico della Rai, evidenziando tra l’altro che il giornale da cui attacca Report è in quota posseduto anche dalla galassia Mediaset, concorrente della Rai stessa -, arriva quindi quella di Capezzone: usare direttamente i soldi pubblici per costruire l’ennesima macchina di propaganda.
Capezzone e Cerno, in fondo, fanno coppia fissa. D’altronde si sa, i “geni” vanno sempre in coppia”.
Così gli esponenti M5S in commissione di vigilanza Rai.
