Di Luca Franceschi
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Presso la sede di Padova, trenta lavoratori e lavoratrici dell’azienda Konecta si trovano in una situazione di precarietà occupazionale dovuta a una procedura di gara d’appalto che non prevede adeguate garanzie in materia di tutele sociali. La problematica risiede nel fatto che l’aggiudicatario della gara potrebbe liberamente decidere di ridurre il numero dei dipendenti o di diminuire i loro compensi, senza vincoli contrattuali specifici.
Questo fenomeno non si limita al territorio veneto, ma si sta diffondendo su scala nazionale secondo un modello ricorrente che vede le gare pubbliche strutturate al fine di abbassare i costi della manodopera, eludendo così i meccanismi di protezione esistenti. Le aziende operanti in questi settori vengono progressivamente svuotate della loro capacità operativa e della loro struttura organizzativa.
L’indotto del settore dell’esternalizzazione dei servizi di contatto con la clientela attraversa già una fase di significativa difficoltà economica e occupazionale. Secondo le valutazioni espresse dalle organizzazioni sindacali, questa situazione potrebbe comportare il rischio di perdita di posti di lavoro che raggiungono la cifra di quindicimila unità.
Il Partito democratico ritiene che il governo non possa rimanere inerte di fronte a questa problematica. La forza politica chiede l’immediata convocazione di un tavolo di discussione a livello nazionale e un intervento deciso dell’esecutivo volto a garantire il pieno rispetto delle clausole sociali negli appalti pubblici, al fine di contrastare le pratiche di dumping salariale e contrattuale.
Il partito ribadisce la sua solidarietà verso i lavoratori e le lavoratrici interessati da questa vicenda e si impegna a sostenere tutte le iniziative sia di natura istituzionale che parlamentare finalizzate alla difesa dei livelli occupazionali e all’introduzione di regole trasparenti e vincolanti nei processi di affidamento dei servizi in appalto.
