Di Luca Franceschi
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Gianfranco Rotondi, presidente della Democrazia Cristiana e deputato di Fratelli d’Italia, interviene nel dibattito sulla legge elettorale con dichiarazioni critiche nei confronti del Rosatellum. Secondo Rotondi, l’attuale sistema elettorale presenta un difetto strutturale fondamentale: non è in grado di produrre un vincitore se non in circostanze eccezionali e irripetibili, come la vittoria nei quattro quinti dei collegi uninominali.
L’esponente di FdI sostiene che sarebbe opportuno riconoscere con trasparenza al Paese l’inadeguatezza della legge vigente. Le notizie di pareggi e vittorie risicate, afferma, non devono nascondere questa realtà fondamentale. Secondo Rotondi, è necessario distinguere chiaramente tra le ragioni politiche e le ragioni tecniche che spingono verso una riforma.
Non è il centrodestra in generale a volere il cambiamento della legge elettorale, sostiene Rotondi, ma esiste un’esigenza concreta di superare una normativa che definisce come “scritta a misura del governo tra Forza Italia e Renzi”. La legge, nella sua analisi, è stata concepita esplicitamente per determinare il pareggio e risulta inadatta a mantenere un vero impianto maggioritario.
Rotondi presenta quindi due scenari possibili: se si intende conservare un sistema a prevalenza maggioritaria, la legge deve essere necessariamente modificata. In alternativa, prosegue l’esponente della Dc, sarebbe preferibile ripristinare la legge elettorale precedente al 1994, che prevedeva il sistema proporzionale con le preferenze.
Queste considerazioni sono state presentate da Rotondi in occasione dell’annuncio della prossima assemblea degli esterni della Democrazia Cristiana, che si terrà a Vicenza il 16 maggio.
