Di Luca Franceschi
///
Le scritte comparse a Brescia contro Sergio Ramelli sono state definite “vergognose” e “non minimizzabili” da Cristina Almici, deputato di Fratelli d’Italia. La memoria di Ramelli, ragazzo di soli 18 anni aggredito nel 1975 per le sue convinzioni politiche e deceduto dopo settimane di sofferenza a causa delle ferite subite, rappresenta una pagina drammatica della storia italiana che dovrebbe fungere da ammonimento universale contro l’odio e la violenza di matrice politica.
L’episodio assume una gravità ancora maggiore considerando che gli slogan apparsi richiamano direttamente quella violenza storica, evocando minacce di morte e aggressioni. Secondo l’esponente di FDI, Brescia non può trasformarsi in un terreno fertile per l’odio ideologico e le intimidazioni.
Almici, che ricopre anche il ruolo di componente della Commissione parlamentare sul femminicidio e su tutte le forme di violenza di genere, ha ribadito che ogni manifestazione di violenza e odio deve essere contrastata con decisione, senza ambiguità e senza applicare criteri differenti. Ha inoltre auspicato che i responsabili delle scritte vengano identificati tempestivamente e che le istituzioni esprimano una condanna netta e univoca.
L’appello conclude riaffermando che la memoria di Sergio Ramelli deve rimanere un monito al rispetto reciproco e al rifiuto categorico della violenza politica in tutte le sue forme.
