Di Luca Franceschi
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Il senatore Luigi Nave del Movimento 5 Stelle ha lanciato un duro attacco al governo Meloni durante la discussione in aula al Senato sulla mozione relativa al caro energia. Il parlamentare pentastellato ha descritto una situazione economica nazionale preoccupante, sottolineando come i conti pubblici italiani siano tutt’altro che in ordine dopo quattro anni di amministrazione dell’attuale esecutivo.
I dati sulla crescita economica dipingono un quadro allarmante. Nel 2023 il Paese ha registrato un incremento del PIL pari al 0,9%, seguito da un ulteriore rallentamento nel 2024 con un +0,8%. Le previsioni per i prossimi anni sono ancora più pessimistiche: nel 2025 si stima una crescita del 0,5%, mentre per il 2026 le stime OCSE indicano un misero +0,4%.
Sul fronte del debito pubblico, la situazione appare altrettanto critica. Il rapporto debito-PIL è passato dal 133,9% registrato alla fine del 2023 a circa il 138%, evidenziando un peggioramento significativo della sostenibilità finanziaria del Paese. Parallelamente, la pressione fiscale ha raggiunto nel 2025 il 43,1%, rappresentando il secondo livello più alto degli ultimi vent’anni, superato solamente durante il governo Monti.
Nave ha poi criticato aspramente la strategia legislativa dell’esecutivo, definendo “inutili” i tre decreti-legge varati dal 18 febbraio, soprattutto alla luce delle crescenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Il primo provvedimento analizzato è il decreto bollette, descritto come “nato morto” e basato su previsioni errate riguardo ai rimborsi dell’ETS. Particolarmente contestata la riduzione del sostegno straordinario alle famiglie più vulnerabili, passato da 200 a 115 euro.
Il secondo decreto esaminato riguarda i carburanti, che ha previsto un taglio delle accise di 24 centesimi per soli 20 giorni. Secondo il senatore M5S, questo beneficio sarebbe stato completamente annullato dall’aumento del costo del petrolio, mentre il finanziamento della misura è avvenuto attraverso i consueti tagli lineari ai ministeri.
Il terzo provvedimento criticato è il decreto fiscale, accusato di aver compromesso l’ultima manovra finanziaria tagliando gli incentivi destinati alle imprese. Nonostante il governo abbia annunciato il ripristino delle risorse per Transizione 5.0 come previsto dalla Legge di bilancio, Nave ha sottolineato che il problema di fondo rimane irrisolto.
Il parlamentare ha utilizzato una metafora artistica per descrivere la confusione legislativa, paragonando i tre provvedimenti a “un perverso incastro, come in un quadro di Escher, dove non si capisce dove siano l’inizio e la fine e il sopra e il sotto”. Questa immagine evidenzia, secondo Nave, l’incapacità dell’esecutivo di gestire efficacemente una situazione ormai fuori controllo.
Le conclusioni del senatore pentastellato sono particolarmente severe. Con le premesse attuali, l’Italia rischia di posizionarsi all’ultimo posto nel G20 per crescita economica. “Qui si sta spegnendo il futuro”, ha dichiarato Nave, sintetizzando la sua visione pessimistica sulle prospettive del Paese sotto la guida dell’attuale governo.
