Di Luca Franceschi
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Il Governo Meloni affronta l’emergenza abitativa con due strumenti complementari: il piano casa e il ddl sgomberi. Si tratta di misure che intendono dare una risposta concreta a una situazione critica che da anni crea difficoltà a centinaia di migliaia di famiglie italiane.
Da una parte, questi provvedimenti tutelano il diritto alla proprietà privata e contrastano con maggiore efficacia le occupazioni abusive, un fenomeno reale spesso sottovalutato nelle sue conseguenze. Molti proprietari oggi mantengono appartamenti chiusi per il timore di non riuscire a rientrarne in possesso una volta concluso il contratto di affitto, anche al termine regolare dell’accordo. Accelerare le procedure di rilascio e offrire maggiore certezza del diritto rappresenta un modo per incentivare il ritorno sul mercato di migliaia di abitazioni attualmente inutilizzate, incrementando così l’offerta di case disponibili per la locazione.
Dall’altra parte, il Piano Casa interviene con pragmatismo e buon senso per sostenere chi non riesce più a permettersi un alloggio, soprattutto nelle grandi aree urbane dove il costo degli affitti ha raggiunto livelli insostenibili per tante famiglie, giovani coppie e lavoratori. Particolarmente rilevante è l’opzione di recuperare circa 60mila alloggi popolari attualmente non utilizzati. In numerosi casi si tratta di immobili che possono diventare nuovamente disponibili in tempi brevi attraverso interventi mirati e azioni rapide di manutenzione e riqualificazione.
Secondo il senatore di Fratelli d’Italia Nicola Calandrini, presidente della 5a Commissione Bilancio e programmazione economica, il Governo continua a dimostrare di affrontare i problemi con approccio concreto e pragmatico piuttosto che ideologico, mantenendo al centro dell’azione la sicurezza, il diritto alla casa e il supporto alle famiglie.
