Di Luca Franceschi
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La deputata M5S Anna Laura Orrico ha rilasciato dichiarazioni significative nel corso della conferenza stampa con i lavoratori del cinema alla Camera dei deputati, rispondendo alle recenti affermazioni del ministro della Cultura Giuli.
Orrico ha riconosciuto come positivo il reperimento di 20 milioni di euro per il fondo cinema, ma ha evidenziato come questa cifra sia del tutto insufficiente se confrontata con i tagli complessivi effettuati negli ultimi anni dal governo, che ammontano a circa 200 milioni di euro. L’intervento annunciato appare quindi come una misura inadeguata rispetto alle riduzioni già operate.
La parlamentare pentastellata ha accolto l’invito del ministro alla collaborazione tra le forze parlamentari e l’opposizione sulla riforma della legge cinema, ma ha sottolineato che questo appello dovrebbe essere rivolto anzitutto alla maggioranza di governo. Negli ultimi anni, infatti, l’atteggiamento sulla cultura si è rivelato spesso chiuso e autoreferenziale.
Particolare attenzione è stata riservata alla proposta di legge delega sulla riforma del cinema. Orrico si è detta scettica su questa impostazione, che prevede la definizione di soli principi generali lasciando al governo ampia libertà di attuazione. Tale approccio non offrirebbe sufficienti garanzie, soprattutto considerando quanto già accaduto con la delega sullo spettacolo dal vivo, approvata all’unanimità nella scorsa legislatura ma di fatto non attuata. Ancora oggi manca un vero codice dello spettacolo, nonostante le numerose proroghe concesse.
La deputata ha quindi lanciato un appello affinché il confronto venga portato nelle sedi istituzionali competenti, a partire dalla Commissione Cultura, dove sia possibile chiarire nel merito quale sia il progetto di riforma per il rilancio del settore cinematografico e audiovisivo.
Orrico ha infine chiesto un chiarimento parlamentare sulla situazione della Biennale di Venezia, ribadendo che la cultura non può essere ridotta a strumento di propaganda politica, ma deve tornare a essere uno spazio di dialogo capace di unire anziché dividere.
