Di Luca Franceschi
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I prezzi di benzina e gasolio hanno superato da tempo i 2 euro al litro, con il diesel che in autostrada ha oltrepassato la soglia dei 2,2 euro. Nel frattempo il prezzo del petrolio continua la sua corsa al rialzo, spinto dalle crescenti tensioni in Medio Oriente e dai timori legati a possibili nuovi shock dell’offerta energetica. Anche il gas europeo ha registrato un’impennata, tornando oltre i 60 euro per megawattora, un livello che rappresenta quasi il doppio rispetto ai valori precedenti all’escalation della crisi.
Di fronte a questa nuova ondata di rincari dei costi energetici, ci si interroga sulla presenza e sull’operato di chi guida il Paese. L’esecutivo appare incapace di garantire una protezione efficace a famiglie e imprese dall’aumento vertiginoso del prezzo dei carburanti, delle bollette e dei beni alimentari.
La situazione è particolarmente critica considerando che in Italia la maggior parte delle merci viaggia su gomma. L’aumento del costo del gasolio si traduce inevitabilmente in un incremento dei prezzi sugli scaffali dei supermercati, con una conseguente ulteriore compressione del potere d’acquisto delle famiglie italiane.
Il ministro dell’Economia avrebbe sacrificato crescita e investimenti in nome del controllo del deficit, rinunciando a implementare strumenti efficaci per sostenere l’economia reale. Le risorse sembrano essere destinate soltanto all’incremento della spesa militare, una scelta che rischia di aggravare la stagnazione economica e di far ricadere sulle famiglie il peso dell’inflazione energetica.
Appare urgente un cambio di direzione nelle politiche economiche. Occorre ridurre la pressione fiscale su famiglie e imprese, introdurre strumenti efficaci per contrastare gli shock energetici e rilanciare gli investimenti produttivi attraverso crediti d’imposta.
Sarebbe inoltre necessario istituire un Fondo Sovrano Nazionale capace di mobilitare il risparmio privato, valorizzare le partecipazioni pubbliche e attrarre capitali istituzionali. Un simile strumento potrebbe sostenere l’economia reale, rafforzare la competitività del sistema produttivo e tutelare il potere d’acquisto degli italiani. In questo senso è stata già elaborata una proposta operativa.
