Di Luca Franceschi
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Cristina Almici, deputato di Fratelli d’Italia, interviene sulla questione del Piano Casa rispondendo alle critiche sollevate dall’Alleanza Municipalista per il Diritto alla Casa. L’associazione, che riunisce gli assessori alle politiche abitative delle principali città italiane prevalentemente governate dal centrosinistra, ha manifestato perplessità sulla nuova iniziativa del Governo.
Almici sottolinea come le città coinvolte nell’Alleanza – Bologna, Milano, Roma, Torino, Napoli e Genova – siano da anni caratterizzate da evidenti criticità nel settore abitativo. Le graduatorie per l’accesso alle case rimangono interminabili, il patrimonio pubblico non viene valorizzato adeguatamente e la gestione risulta carente. Proprio in questi contesti il tema della casa non è stato affrontato con la dovuta determinazione nel corso degli anni.
Il deputato evidenzia come le amministrazioni locali abbiano preferito rinviare decisioni strutturali e, in numerosi casi, tollerare situazioni che hanno generato gravi ingiustizie, come le occupazioni abusive. Secondo Almici, questa dinamica ha prodotto un risultato paradossale: chi occupa abusivamente rimane nei beni pubblici, mentre chi rispetta le regole e si iscrive in graduatoria continua ad aspettare senza risposte concrete.
Per contrastare questa distorsione, il Governo Meloni ha elaborato un Piano Casa strutturale dotato di oltre 10 miliardi di euro con l’obiettivo di realizzare 100.000 nuovi alloggi. L’intervento punta a recuperare migliaia di immobili pubblici attualmente inutilizzabili, incrementare l’offerta abitativa a prezzi accessibili e stimolare investimenti privati secondo regole trasparenti. Parallelamente, il Piano prevede il rafforzamento delle procedure per il rilascio degli immobili e la restituzione della legalità a un sistema che ne è stato privato per troppo tempo.
Almici interpreta la posizione dell’Alleanza Municipalista come una presa di posizione marcatamente politicizzata, traducendosi in un attacco proveniente dalle cosiddette “grandi città rosse” nei confronti dell’esecutivo. Il deputato giudica questa critica poco credibile nella tempistica e nei contenuti, definendola quasi una conferma della validità dell’azione governativa intrapresa.
Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, affermare oggi che non devono essere i Comuni a sostenere il peso delle scelte rappresenta una posizione tardiva e priva di fondamento. Nel corso degli anni, sostiene, il costo dell’inefficienza è stato già pagato dai cittadini, in particolare da quelli più fragili e vulnerabili. La transizione in atto riguarda il passaggio da un modello che tollerava violazioni delle norme a uno Stato che torna a esercitare pienamente le proprie funzioni.
Almici conclude affermando che il diritto alla casa deve essere garantito a chi ne ha titolo legittimo, non a chi elude le regole stabilite. In questa prospettiva, il Piano Casa rappresenta un cambio di paradigma significativo nelle politiche abitative nazionali.
