(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Medici del Trentino, svolta storica: firmati i contratti 2019–2027. Previsti incrementi complessivi di circa il 20%. CIMO-FESMED: «Finalmente colmati dieci anni di ritardi, ora il Trentino sarà più attrattivo per i medici»
La Federazione CIMO-FESMED Trentino esprime grande soddisfazione per la firma, avvenuta nella tarda serata di ieri, dei contratti collettivi di lavoro dei medici e dei dirigenti sanitari della Provincia autonoma di Trento, relativi ai trienni 2019-2021, 2022-2024 e 2025-2027. Per quest’ultimo, al momento, l’accordo riguarda la sola parte economica, mentre la trattativa sulla parte normativa proseguirà nei prossimi mesi.
«Siamo riusciti a colmare dieci anni di ritardi, riportando il contratto nella sua corretta collocazione temporale e anticipando anche il resto d’Italia – dichiara la Presidente CIMO-FESMED Trentino, Sonia Brugnara -. Sono stati mesi di lavoro molto intensi, ma abbiamo ottenuto incrementi economici significativi e innovazioni normative che renderanno più attrattivo il Servizio sanitario pubblico trentino, favorendo l’arrivo e la permanenza di nuovi professionisti».
Nel dettaglio, lo stipendio tabellare e l’indennità sanitaria provinciale sono stati rivalutati del 3,85% per il 2022, del 5,5% per il 2023 e del 7,83% a partire dal 2024. La retribuzione di posizione è stata adeguata in linea con le misure e le decorrenze previste dalla contrattazione nazionale. L’indennità di specificità medico-veterinaria è stata invece incrementata del 6,3% e, dal 1 gennaio 2026, del 12%. In media, dunque, i medici trentini percepiranno uno stipendio incrementato di circa il 20% rispetto agli importi attuali, che tuttavia sono fermi da almeno 20 anni.
Per quanto riguarda le novità normative più significative, occorre evidenziare la ridefinizione dell’orario di lavoro inquadrandolo in una logica più affine all’incarico del dirigente; è stato mantenuto il concetto di sede di servizio, evitando così l’obbligo di un pendolarismo incontrollato; è stato introdotto un articolo sul lavoro da remoto; sul fronte della previdenza complementare si è incrementata la quota a carico del datore di lavoro; è stato introdotto il patrocinio legale in caso di aggressioni a carico del datore di lavoro; viene prevista la cessione di ferie e l’esperienza maturata anche presso altre aziende o enti ai fini del conferimento degli incarichi; infine, è stata eliminata la norma che prevedeva le 200 ore per il raggiungimento degli obiettivi di risultato introducendo una disponibilità remunerata sulla base delle necessità aziendali.
«Ringraziamo l’Apran, l’Assessorato e il Consiglio Provinciale per la disponibilità dimostrata e l’apertura al confronto – conclude Brugnara -. Ora speriamo che la pre-intesa appena firmata sia rapidamente approvata e dunque entri in vigore il prima possibile».
