Di Luca Franceschi
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Il nuovo intervento del Governo sulle accise dei carburanti rappresenta l’ennesima misura tampone, parziale e propagandistica, che non riporterà i prezzi ai livelli precedenti allo scoppio della guerra e non affronta il vero nodo della questione: chi paga effettivamente il conto.
La riduzione dello sconto sulla benzina, che passa da circa 24 centesimi a soli 5 centesimi al litro più IVA, mentre il diesel mantiene un beneficio più alto, intorno ai 20 centesimi più IVA, produce un intervento squilibrato e insufficiente. Il risultato concreto sarà che milioni di automobilisti continueranno a pagare prezzi elevati alla pompa.
Ma l’aspetto più grave riguarda le coperture finanziarie. Il Governo non mette risorse vere a carico di chi in questi anni ha beneficiato della crisi energetica. Usa invece maggiori entrate IVA e somme già affluite al bilancio pubblico: cioè risorse generate anche dal caro carburanti che i cittadini hanno già pagato con prezzi più alti, accise e IVA.
In altre parole, la copertura è stata socializzata: pagano famiglie, lavoratori, imprese e consumatori. Ancora una volta il Governo Meloni sceglie di non intervenire sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere, che hanno beneficiato delle tensioni internazionali e dell’aumento dei prezzi energetici. Si chiedono altri sacrifici ai cittadini, ma non a chi ha guadagnato dalla crisi.
Il Movimento 5 Stelle ritiene necessario un intervento strutturale: sterilizzazione dell’IVA sugli aumenti anomali dei carburanti, annullamento dell’aumento accise deciso dal Governo con l’ultima Legge di bilancio e una vera tassazione degli extraprofitti energetici e petroliferi per finanziare il sostegno a famiglie, autotrasporto, agenti di commercio, lavoratori pendolari e imprese.
Non si può continuare a fare cassa sul disagio dei cittadini e poi restituire pochi centesimi presentandoli come un favore. Questa non è giustizia fiscale: è una partita di giro pagata dagli italiani. Lo ha dichiarato il senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e componente della commissione d’inchiesta sulle banche.
