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KASWALDER (CONSIGLI PAT/PATT) * DOLOMITI ENERGIA: «L’ACQUA TRENTINA NON SI VENDE, SI RISCHIA IL MERCIMONIO»

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12.19 - venerdì 1 maggio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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L’ACQUA TRENTINA NON SI VENDE! Si rischia il mercimonio!

La vendita del “tesoro blu” dei trentini sta per compiersi nell’assordante silenzio di una politica prona ai poteri forti. La notizia dell’accelerazione sulla quotazione in Borsa di Dolomiti Energia è lo schiaffo definitivo a un popolo che sull’autogestione delle proprie risorse ha costruito la sua identità.
Chi oggi spinge per portare la nostra principale società pubblica nel tritacarne della finanza speculativa sta tradendo il Trentino.

In questo panorama di silenzio assordante, come Segretario della Commissione d’indagine HDE, e ultimo (ahimè) consigliere provinciale tesserato col PPTT voglio rispondere con i fatti e non con gli slogan, per denunciare i rischi di un’operazione pericolosissima.

La storia parla chiaro, per chi ha voglia di ascoltarla. L’appetito per le nostre concessioni idroelettriche non è un fenomeno recente: la grande finanza punta i nostri fiumi fin dal 1915. Quello che la storiografia ufficiale edulcora, noi lo diciamo senza giri di parole: il controllo dell’energia e dell’acqua fu il vero motore sotterraneo del conflitto italo-austriaco. Da allora, il copione non è cambiato; sono cambiati solo gli attori.

Oggi assistiamo a una politica aziendale che, anziché difendere i confini patrimoniali della nostra terra, sembra voler “battere le mani” a grandi multinazionali e fondi d’investimento che hanno già mostrato in passato una fame insaziabile per i ricavi della nostra società pubblica.

Quotarsi in Borsa significa consegnare le chiavi di casa nostra a soggetti che rispondono solo al dividendo e mai al bene comune o al territorio.

L’acqua è dei trentini, non degli azionisti di Londra o New York. Non arretrerò di un millimetro: la Commissione d’indagine continuerà a fare luce sulle ombre di questa gestione, perché l’autonomia o è difesa delle risorse o è solo una scatola vuota.

Nonostante la Provincia abbia solamente il 30%, chiediamo che lo stop arrivi anche dal suo rappresentante all’interno della società.

Fermatevi, finché siete in tempo.

 

*

Walter Kaswalder

Consiglio Provincia autonoma Trento (Gruppo Patt)

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