Di Luca Franceschi
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Rifondazione Comunista esprime preoccupazione per gli attivisti e le attiviste che si trovano sulle navi impegnate in azioni di solidarietà. Il partito rivolge loro sostegno e impegno concreto, considerandosi parte integrante di un equipaggio che opera sia in mare che sulla terra.
Secondo il comunicato, il governo italiano viene criticato per la sua vicinanza politica a Netanyahu e per aver bloccato la sospensione dell’accordo tra l’Unione Europea e Israele. Nello stesso tempo, l’esecutivo avrebbe mantenuto il silenzio di fronte agli arrembaggi, agli arresti e agli atti di violenza perpetrati contro i manifestanti, compresi cittadini italiani la cui colpa sarebbe stata unicamente quella di esprimere solidarietà.
In risposta a questa situazione, Rifondazione Comunista ha promosso mobilitazioni in numerose città italiane per fare sentire la propria voce e quella della popolazione italiana che, secondo quanto affermato nel comunicato, chiede con ampiezza maggioritaria la fine dei crimini sionisti e dell’occupazione sia di Gaza che della Cisgiordania.
Il partito di sinistra rivendica inoltre il riconoscimento dello Stato di Palestina come diritto inalienabile e sostiene che lo Stato di Israele debba essere escluso dalla comunità internazionale per il mancato rispetto delle regole e dei principi del diritto internazionale.
Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, ha sottoscritto queste posizioni nel comunicato diffuso dal partito.
