(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Oggi, 28 aprile, presso il Memoriale della Shoah di Milano, alla presenza della Senatrice a vita Liliana Segre e del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, si è tenuto il convegno dal titolo ‘Le vittime dell’odio’, promosso dall’OSCAD (Osservatorio per la Sicurezza contro gli Atti Discriminatori), della Direzione Centrale della Polizia Criminale, in collaborazione con la Prefettura, la Questura e il Comando Provinciale dei Carabinieri di Milano.
L’iniziativa, giunta alla sua quinta edizione, rinnova l’impegno comune di Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri nel contrasto all’odio e alla discriminazione, fenomeni resi ancor più insidiosi dalle recenti sfide derivanti dalla rapida evoluzione tecnologica e dalle nuove frontiere dell’intelligenza artificiale.
Il convegno, che ha visto la partecipazione di numerosi studenti, ha preso avvio con un’anteprima dal film “Nedo” su Nedo Fiano del regista Ruggero Gabbai, presente in sala.
Sono seguiti i saluti di benvenuto del Presidente del Memoriale della Shoah Roberto Jarach, del Coordinatore Nazionale per la lotta contro l’antisemitismo Pasquale Angelosanto, della Vice Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Monique Sasson e del Prefetto di Milano Claudio Sgaraglia.
Nel corso del dialogo con il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, moderato dal Vice Direttore del Corriere della Sera, Venanzio Postiglione, la Senatrice a vita Liliana Segre ha sottolineato l’importanza di incontri come quello odierno, ricordando che “la Commissione che presiedo in Senato nasce contro l’odio, contro il razzismo, contro l’antisemitismo…parlare in questa Commissione significa passare sopra il precipizio dell’ odio, un odio che è talmente vasto, sempre più vasto…una valanga di odio che porta ancora alcune persone ad augurarmi la morte…a 96 anni ancora mi augurano la morte come avveniva quando ero piccola, nel 1938”.
Il Ministro Matteo Piantedosi ha evidenziato che “la crescita dei crimini d’odio e dell’antisemitismo impone un impegno immediato e concreto. Non è solo una questione di intervenire per le sanzioni (pur indispensabili), ma una sfida culturale che riguarda tutta la società. Servono educazione, responsabilità e memoria condivisa per contrastare l’odio e rafforzare la coesione democratica. L’Osservatorio per la Sicurezza contro gli Atti Discriminatori (OSCAD) del Ministero dell’Interno lavora costantemente con azioni di monitoraggio, analisi, formazione e collaborazione con le comunità ebraiche, con le istituzioni e con le organizzazioni internazionali.
Lo step successivo potrebbe essere quello di spostare la formazione contro i crimini d’odio proprio nelle scuole. È un progetto a cui mi piacerebbe lavorare in quest’anno. Credo sarebbe un progetto vincente. Ricordo come a Bologna, durante un evento, la testimonianza della Senatrice Segre ebbe la capacità di arrivare al cuore di tanti giovani che la ascoltarono in religioso silenzio. Sono convinto che ai ragazzi servano più incontri di questo tipo.”
Il Prefetto Raffaele Grassi, Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza e Presidente dell’OSCAD, ha ricordato che “la sicurezza non consiste soltanto nell’assenza di minacce, ma nella presenza della fiducia. L’Oscad nasce proprio con questo obiettivo: prevenire e contrastare ogni forma di discriminazione e di odio, garantendo tutela concreta alle vittime e promuovendo una cultura della legalità e del rispetto”.
La Prof.ssa Milena Santerini, Vice Presidente della Fondazione Memoriale della Shoah, e il Prof. Giovanni Ziccardi, dell’Università degli Studi di Milano hanno affrontato il tema del rapporto tra i giovani e il mondo digitale.
Infine, il Direttore del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, Dirigente Superiore della Polizia di Stato Ivano Gabrielli, e il Comandante del Reparto Operativo del Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Milano, Colonnello Antonio Coppola, hanno illustrato l’impegno delle Forze di polizia nel contrasto dell’odio online, tracciando l’identikit dell’odiatore e approfondendo il fenomeno della radicalizzazione online.
