(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Violazione dei diritti dei richiedenti asilo vulnerabili: il dramma del nucleo familiare georgiano separato e le criticità del sistema di accoglienza e mobilità.
Premessa
Con la presente si intende sottoporre una situazione di estrema gravità che sta interessando un nucleo familiare di richiedenti asilo proveniente dalla Georgia, composto da un padre, una madre al quarto mese di gravidanza e un minore di 10 anni.
Il caso in questione rappresenta l’emblema di un fallimento gestionale e burocratico che vede la Provincia Autonoma di Trento e gli enti locali rimpallarsi responsabilità, a scapito della dignità umana e della tutela dei soggetti più fragili.
Nonostante la normativa vigente (D.Lgs. 142/2015) stabilisca chiaramente che i richiedenti asilo rientrino nella competenza provinciale, la carenza strutturale di posti nel sistema di accoglienza sta portando a una pericolosa distorsione: le situazioni di vulnerabilità vengono declassate a “emergenze sociali” generiche e demandate ai servizi sociali locali, privi di strumenti idonei a gestire la specificità del richiedente asilo.
Le conseguenze di questa gestione sono devastanti:
in spregio al principio dell’unità familiare, il padre è stato lasciato senza alloggio (di fatto in strada), mentre la madre e il bambino sono stati collocati in strutture di “bassa soglia”, non idonee a garantire la stabilità necessaria a una donna in stato di gravidanza. La misura di una civiltà si vede da come tratta i suoi membri più vulnerabili. Separare una famiglia in un momento di fragilità come una gravidanza non è solo un errore amministrativo, è una ferita al tessuto sociale del nostro territorio.
Senza l’inserimento nel circuito di accoglienza ufficiale, la famiglia è privata di ogni sostegno economico, corsi di lingua e percorsi di inserimento lavorativo (già preclusi per legge nei primi 60 giorni dalla domanda).
In data 18/12/2024 era già stata segnalata un’anomalia relativa all’accesso ai trasporti, rimasta senza riscontro. Tale criticità è esplosa nuovamente quando la signora, al rientro da una visita medica per la gravidanza (tragitto Crosina – Laste), è stata sanzionata su un mezzo pubblico perché priva di biglietto. La donna, non potendo fisicamente percorrere il tragitto a piedi e non avendo alcun reddito, si trova nell’impossibilità paradossale di rispettare le regole minime di cittadinanza.
Il D.Lgs. 142/2015 non è un suggerimento, ma un obbligo di legge che impone la tutela dell’unità familiare e la protezione speciale per le donne in stato di gravidanza e i minori. Separare un padre dalla propria compagna incinta e dal figlio di 10 anni non è solo un atto burocraticamente discutibile, ma un dramma umano che mina la salute psicofisica dei soggetti coinvolti.
Inoltre, il sito di Trentino Trasporti prevede agevolazioni (Categoria G) per soggetti vulnerabili su indicazione del Dipartimento Salute e Politiche Sociali. Tuttavia, il “corto circuito” tra Provincia e Comuni impedisce di fatto l’individuazione dei beneficiari, lasciando chi è in attesa di accoglienza in un limbo di invisibilità.
Tutto ciò premesso, si interroga il Presidente della Provincia per sapere:
se sia a conoscenza della situazione sopra descritta e quali siano le ragioni per cui, a fronte di una vulnerabilità accertata (gravidanza e presenza di minore), non sia stata garantita l’unità del nucleo familiare in una struttura idonea.
Come intenda la Provincia porre fine al rimpallo di responsabilità tra il Dipartimento Salute e Politiche Sociali e gli enti locali, assicurando che i richiedenti asilo ricevano l’accoglienza prevista dal D.Lgs. 142/2015.
Quali siano i criteri e le modalità con cui il Dipartimento procede all’individuazione dei beneficiari per i titoli di viaggio agevolati (Categoria G) e perché tali strumenti non siano stati attivati per i richiedenti asilo in attesa di collocamento, onde evitare situazioni paradossali come quella del nucleo familiare in oggetto.
Quale sia l’iter tramite cui un soggetto/nucleo vulnerabile richiedente asilo può chiedere di essere segnalato alla Trentino Trasporti dal Dipartimento salute e politiche sociali.
Per quale motivo la segnalazione inoltrata in data 18/12/2024 relativa alle medesime criticità sia rimasta priva di riscontro.
Quali azioni urgenti intenda intraprendere affinché sia garantito un alloggio dignitoso e unitario alla famiglia, rispettando i diritti della madre, del nascituro e del minore coinvolto.
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Cons. Lucia Coppola – Alleanza Verdi e Sinistra
