Di Luca Franceschi
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Riccardo Zucconi, deputato di Fratelli d’Italia e Segretario d’Aula della Camera, ha espresso forti critiche nei confronti delle recenti dichiarazioni dei commissari europei Ribera e Jørgensen riguardanti il sistema di scambio di quote di emissioni (ETS). Secondo il parlamentare, le loro affermazioni non corrispondono alla realtà effettiva dei dati e rappresentano una narrazione ancora troppo ideologica.
Zucconi ha fornito dati concreti per supportare la sua posizione: dal 2013 al 2024, il 16% delle imprese sottoposte al regime ETS ha cessato l’attività. Inoltre, il tasso di utilizzo degli impianti in settori strategici come l’acciaio, la carta, il vetro e la ceramica è sceso drammaticamente sotto l’80% della capacità nominale. Il deputato sostiene che definire questo sistema un “motore di successo” significa ignorare deliberatamente questi dati allarmanti e che l’Europa rischia il collasso industriale.
Per affrontare la situazione, Zucconi richiede innanzitutto maggiore trasparenza a livello europeo. In particolare, chiede che vengano verificati gli effetti della market stability reserve sul mercato, sui prezzi e sul funzionamento del meccanismo ETS, considerando la rilevanza strategica di questo strumento sia per la decarbonizzazione che per la competitività dell’industria europea.
Il parlamentare sottolinea positivamente che il Governo italiano sta aprendo un dibattito a Bruxelles per una revisione profonda del sistema. La richiesta è che l’ETS venga corretto per eliminare le inefficienze e la volatilità dei prezzi, trasformandolo nuovamente in uno strumento di transizione ecologica anziché di deindustrializzazione forzata. Zucconi conclude affermando che non si permetterà il sacrificio del futuro dell’economia europea in nome di un segnale di prezzo che ignora la sopravvivenza dei siti produttivi europei.
