Di Luca Franceschi
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La strategia “AccelerateEU” delinea con chiarezza il percorso che l’Europa intende seguire in materia energetica. Se nell’immediato prevede la possibilità di proteggere imprese, famiglie e settori produttivi più esposti per reggere l’urto dello shock energetico, sul lungo periodo punta tutto su uno smarcamento più deciso dai combustibili fossili, virando in modo determinato su solare, eolico, idroelettrico e in generale su una maggiore elettrificazione dei processi produttivi, dei consumi domestici e dei trasporti.
Si tratta di una linea che il Movimento 5 Stelle sostiene ormai da tre legislature. Per stare al passo con la strategia europea, sarebbe necessario che il governo dell’Italia “hub del gas del Mediterraneo” ammetta il suo totale fallimento, aggravato peraltro dalla presa in giro di Pichetto Fratin e Urso sul nucleare.
Dall’altro lato, è necessario che la presidente del Consiglio Meloni inizi a studiare per bene il funzionamento delle comunità energetiche, dei contratti Power Purchase Agreement di acquisto a lungo periodo e a prezzo fisso dell’energia prodotta da fonti rinnovabili, dei mutui energetici “Energy Release” che possono salvare le imprese italiane dai costi insostenibili.
Sarebbe opportuno che desse anche una lettura alla direttiva “Case Green”, perché il risparmio energetico passa da edifici più performanti. L’insistenza delle destre sul fossile rappresenta un errore storico e antieconomico.
La strategia AccelerateEU è un’opportunità da sfruttare per cambiare rotta in modo definitivo, abbandonando la favola dell’Italia come hub del gas che si è rivelata per quello che è: un’illusione destinata al fallimento.
