Di Luca Franceschi
///
La deputata del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino è intervenuta in aula con dure parole rivolte al governo in merito al decreto sicurezza. Nel suo intervento, la parlamentare ha espresso una visione alternativa sul tema della sicurezza, contrapponendola alle politiche dell’esecutivo.
Secondo Appendino, la sicurezza non si costruisce con misure repressive, ma attraverso un approccio più ampio e strutturale. La deputata ha sottolineato come sia necessario edificare la sicurezza attraverso il lavoro, i diritti, la sanità, la scuola e la dignità delle persone.
La parlamentare pentastellata non ha escluso l’importanza di punire chi delinque, ma ha evidenziato come sia altrettanto fondamentale togliere terreno al degrado e alla solitudine sociale, fenomeni che alimentano insicurezza e rabbia tra i cittadini.
Nel suo discorso, Appendino ha tracciato una distinzione netta tra due modelli di governo: un governo autorevole che protegge i cittadini dai pericoli reali e un governo autoritario che sfrutta le paure per giustificare le proprie azioni.
Con toni diretti, la deputata ha definito l’attuale esecutivo come “il governo della paura”, invitandolo a fermarsi. Ha richiamato il voto contrario di 15 milioni di italiani al referendum e le recenti parole del Presidente Mattarella come segnali di un diffuso malcontento.
L’esponente del M5S ha lanciato un’accusa pesante: l’incapacità del governo non rappresenta più solo un problema politico, ma è diventata un pericolo concreto per i cittadini italiani.
In conclusione, Appendino ha ribaltato la narrazione governativa sulla sicurezza, affermando che non è l’esecutivo la soluzione ai problemi del Paese, bensì il problema stesso. Per questo motivo, la deputata ha invitato il governo ad assumersi la responsabilità della situazione e a farsi da parte immediatamente.
