Di Luca Franceschi
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Secondo il deputato di Fratelli d’Italia Cristina Almici, il decreto sicurezza rappresenta un momento di verifica tra le intenzioni dichiarate e le azioni concrete. “Sul decreto sicurezza si vede chiaramente la distanza tra parole e fatti. C’è chi continua a dire di voler più sicurezza, ma poi si oppone a ogni misura concreta per garantirla”, afferma la parlamentare.
Il provvedimento norma interventi che la maggioranza di governo considera prioritari e attesi dai cittadini: il contrasto al traffico di droga, le regole per le manifestazioni non autorizzate, una maggiore tutela delle Forze dell’ordine e gli strumenti per colpire chi viola la legge. Secondo Almici, di fronte a queste proposte, l’opposizione sceglie sistematicamente di dire no.
“Non è una posizione nel merito, è una scelta politica: impedire che si intervenga davvero”, sostiene la deputata, che individua nella contraddizione fra le rivendicazioni di sicurezza e il blocco dei provvedimenti concreti una contraddizione evidente, chiaramente visibile ai cittadini.
Per Almici, il governo si schiera a favore di chi rispetta le regole e chiede allo Stato di farle rispettare. Proprio per questo motivo, il decreto sicurezza viene presentato come uno strumento che fornisce capacità operative concrete e rafforza i poteri d’intervento. La deputata conclude affermando che la sicurezza non è una proclamazione, ma il risultato di scelte coerenti e di una reale assunzione di responsabilità.
