(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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AREE EX SLOI: ACCAMPAMENTI CHE PERSISTONO IN BARBA AGLI OBBLIGHI DELLA CUSTODIA GIUDIZIARIA.
La situazione delle aree ex Sloi a Trento Nord ha ormai superato il limite della decenza politica e amministrativa. È inaccettabile che, a fronte di un sequestro probatorio in vigore dalla fine di novembre 2023, un’area di tale delicatezza ambientale e giudiziaria continui a essere terreno fertile per accampamenti abusivi e baracche di fortuna. Ciò che rende la vicenda politicamente gravissima è il nuovo assetto delle responsabilità. Oggi non ci si può più nascondere dietro l’inerzia dei privati: la custodia giudiziaria del sito, in forza proprio del suddetto Decreto di sequestro, è formalmente affidata alla Dirigente del Servizio Transizione ecologica del Comune di Trento.
Questo significa che l’Amministrazione Ianeselli ha oggi una responsabilità diretta, legale e stringente sulla vigilanza e sull’integrità di quel terreno. Essere custodi giudiziari non è un titolo onorifico, ma un preciso dovere sancito dal Codice di Procedura Penale. Ricordo che il custode ha l’obbligo giuridico di assicurare la conservazione del bene impedendone l’uso indebito da parte di terzi e di agire con la “diligenza del buon padre di famiglia”, prevedendo misure adeguate contro le effrazioni.
Non solo, ma vi è anche l’obbligo di impedire l’alterazione dello stato dei luoghi, inclusa l’introduzione di nuovi rifiuti o la costruzione di manufatti abusivi. E questo è un aspetto fondamentale, anche in considerazione del precario equilibrio ambientale delle aree e del fatto che ogni possibile apporto di rifiuti e sostanze inquinanti, potrebbe alterare l’esito di future analisi e incidere quindi sulle dinamiche di recupero degli stessi terreni. Non va dimenticato nemmeno l’aspetto sanitario legato a questi insediamenti e ai possibili pericoli per la propria salute che potrebbero correre gli occupanti. Eppure, sotto gli occhi di questa amministrazione “custode”, i cittadini continuano a denunciare il taglio sistematico delle reti elettrosaldate e l’avvistamento di nuove baracche. È un segnale di totale impunità che sfida apertamente l’autorità giudiziaria e le istituzioni cittadine.
A tal proposito, nelle scorse ore ho depositato presso la Segreteria Generale del Consiglio Comunale un’interrogazione rivolta al Sindaco e alla Giunta per chiedere conto degli accampamenti abusivi sulle aree del SIN di Trento nord, perché se è giusto e doveroso pretendere dai privati la messa in sicurezza delle aree e lo sgombero degli accampamenti, risulta altrettanto inaccettabile che l’Amministrazione Comunale non agisca nello stesso modo e palesemente non ottemperi a dei chiari obblighi di custodia giudiziaria.
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Daniele Demattè – Consigliere Comunale Giorgia Meloni Fratelli d’Italia
