Di Luca Franceschi
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**Interrogazione parlamentare sui termini della sospensione del memorandum Italia-Israele**
La senatrice Alessandra Maiorino, capogruppo del Movimento 5 Stelle nella Commissione Esteri e Difesa di Palazzo Madama, ha annunciato la presentazione di un’interrogazione parlamentare al ministero della Difesa per ottenere chiarimenti sui termini e le conseguenze concrete della sospensione del memorandum di cooperazione militare tra Italia e Israele.
L’iniziativa parlamentare nasce dalla necessità di fare luce su una questione che presenta aspetti poco chiari. Mentre il Movimento 5 Stelle continua a richiedere che la premier Meloni e il ministro Crosetto si presentino in Parlamento per fornire spiegazioni dettagliate sulla sospensione dell’accordo, permangono dubbi sulla natura effettiva del provvedimento adottato dal governo.
Il testo del memorandum, all’articolo 9 comma 3, stabilisce in modo inequivocabile una sola modalità di sospensione: la notifica di denuncia, che produce effetti dopo sei mesi dalla comunicazione. Tuttavia, l’esecutivo continua a utilizzare una formulazione considerata ambigua, parlando di “sospensione del rinnovo automatico”.
Questa discrepanza terminologica ha alimentato speculazioni giornalistiche secondo cui il governo italiano potrebbe non aver realmente richiesto la sospensione dell’accordo. Per questo motivo, l’interrogazione parlamentare mira a ottenere informazioni precise su quanto comunicato dal ministro Crosetto al suo omologo israeliano Katz.
L’obiettivo dell’iniziativa è chiarire quali siano gli effetti concreti di questa comunicazione e con quali tempi si manifesteranno le eventuali conseguenze della decisione governativa.
**Critica alla politica energetica del governo: oltre il dibattito sul gas russo**
Il senatore Pietro Lorefice, segretario di presidenza del Senato e componente della Commissione politiche europee per il Movimento 5 Stelle, ha espresso una posizione critica nei confronti dell’attuale dibattito sulla questione energetica, definendo la discussione incentrata sul “gas russo sì, gas russo no” come un approccio di retroguardia.
Secondo Lorefice, questa polarizzazione del dibattito evidenzia l’incapacità del governo Meloni di compiere progressi significativi verso quella sovranità energetica più volte proclamata. Il parlamentare sottolinea come l’Unione Europea continui tuttora ad acquistare gas russo, che rappresenta oltre il 10% del fabbisogno energetico europeo.
Particolare attenzione viene rivolta alle recenti dichiarazioni della premier Meloni, che ha auspicato una rapida conclusione del conflitto russo-ucraino prima dell’entrata in vigore del bando europeo sul gas russo, previsto per il primo gennaio 2027. Secondo Lorefice, queste affermazioni costituiscono un’ammissione indiretta del fallimento della strategia governativa basata sul “conflitto a oltranza” e rivelano l’auspicio di una rapida riapertura di tutti i canali di approvvigionamento dalla Russia.
La critica si estende alla politica energetica complessiva del governo, accusato di aver semplicemente sostituito una dipendenza con un’altra, passando dal gas russo a quello di Stati Uniti, Algeria e Qatar, senza riuscire a liberarsi completamente dalla prima dipendenza. Questa transizione viene considerata insufficiente perché mantiene il Paese in una condizione di non sovranità e di potenziale ricattabilità.
La proposta alternativa del Movimento 5 Stelle si basa su una visione di vera autonomia strategica fondata su massicci investimenti nelle energie rinnovabili. Questa strategia comprende diverse misure concrete: lo sviluppo delle comunità energetiche per l’autoproduzione e l’autoconsumo condiviso di energia; l’implementazione dei PPA (Power Purchase Agreement), contratti di acquisto a lungo termine e a prezzo fisso dell’energia da fonti rinnovabili per proteggere le imprese dalle fluttuazioni di mercato.
Il piano include anche l’Energy release, un sistema di mutuo energetico che consente alle imprese di acquistare energia elettrica dal Gestore dei Servizi Energetici a prezzo calmierato in cambio dell’installazione di impianti rinnovabili. Altri elementi chiave sono gli investimenti nelle batterie di accumulo e nelle smart grid per ottimizzare la gestione energetica.
La strategia proposta prevede inoltre incentivi per l’efficientamento energetico delle imprese e degli edifici residenziali, settore che contribuisce alle emissioni di CO2 per una percentuale compresa tra il 32 e il 37%. Infine, viene auspicata la sospensione e riscrittura del Patto di Stabilità per liberare risorse finanziarie significative, in contrapposizione a quelli che vengono definiti gli “spiccioli dei decretini Meloni”.
Questa visione viene presentata come l’antitesi delle politiche attuate dal governo Meloni, proponendo un approccio che miri alla vera sovranità energetica e alla non ricattabilità del Paese.
