Di Luca Franceschi
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I parlamentari del Movimento 5 Stelle delle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato hanno lanciato un appello alla premier Giorgia Meloni affinché mantenga coerenza rispetto a quella che definiscono una possibile svolta nella strategia italiana sul conflitto ucraino.
Secondo il M5S, la presidente del Consiglio, sotto la pressione della crisi energetica, sembrerebbe abbandonare definitivamente la linea che puntava sulla vittoria militare di Kiev, avvicinandosi invece alle posizioni pentastellate. In particolare, i parlamentari fanno riferimento alle dichiarazioni di Meloni che auspica l’arrivo della pace in Ucraina prima dell’entrata in vigore del bando al gas russo previsto per l’inizio del 2027.
Se questo cambiamento di rotta dovesse essere autentico, il Movimento chiede alla premier di dimostrare coerenza concreta. Durante la visita del presidente ucraino Zelensky a Roma, Meloni dovrebbe evitare di promettere ulteriori forniture di armi, come ha fatto in passato, e cessare di alimentare il conflitto seguendo quella che viene definita “la logora strategia NATO/UE di invio armi e riarmo anti-russo”.
Il M5S sollecita invece un impegno attivo della premier in ambito europeo per promuovere quell’iniziativa negoziale che il Movimento rivendica di chiedere da anni. L’obiettivo sarebbe quello di sottrarre a Donald Trump l’esclusiva del dialogo negoziale con Vladimir Putin.
La proposta pentastellata prevede l’invio a Mosca di un rappresentante di pace europeo con un mandato specifico: presentare una proposta che contempli lo stop alle forniture di armi a Kiev e la rinuncia al bando del gas russo, in cambio dell’accettazione da parte di Putin di porre fine alla guerra.
Questa strategia, secondo il M5S, permetterebbe di “prendere due piccioni con una fava”: garantire la pace per il popolo ucraino e assicurare energia a basso costo per i cittadini italiani.
