Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle esprime soddisfazione per l’approvazione unanime della relazione sulla violenza economica, definendola un passaggio fondamentale che finalmente porta alla luce una dimensione della violenza di genere rimasta troppo a lungo nell’ombra.
Le parlamentari del M5S sottolineano come l’introduzione del riferimento nel reato di maltrattamenti e la previsione del controllo coercitivo costituiscano progressi di rilievo nel quadro normativo. Tuttavia, avvertono che per risultare veramente incisivo, il contrasto alla violenza economica non può limitarsi alla sola risposta di carattere penale.
Secondo l’analisi del Movimento, questa particolare forma di abuso si sviluppa gradualmente nel tempo, all’interno di relazioni caratterizzate da dinamiche di controllo e disparità. Per tale ragione diventa essenziale puntare sulla prevenzione e sulla promozione dell’educazione affettiva e sessuale, incentrata sui valori del rispetto e del consenso, iniziando proprio dalle scuole.
Parallelamente, risulta cruciale potenziare gli strumenti che favoriscono l’autonomia delle vittime. Tra le misure proposte figurano l’estensione del congedo retribuito per chi subisce violenza, la garanzia di continuità nel reddito e nell’occupazione, oltre al riconoscimento dell’inserimento lavorativo come vera e propria misura di protezione.
Il ragionamento delle parlamentari pentastellate è chiaro: senza una reale indipendenza economica, la possibilità di sottrarsi alla violenza rimane puramente teorica. Da qui l’urgenza di intervenire su quelle che vengono definite le cause strutturali del fenomeno.
La precarietà lavorativa, i salari inadeguati e la distribuzione squilibrata dei carichi di cura domestica alimentano infatti la dipendenza economica, che a sua volta favorisce il perpetrarsi della violenza. In questa prospettiva, strumenti come il salario minimo e il congedo paritario assumono una valenza preventiva fondamentale.
La posizione del M5S è che solamente attraverso un approccio integrato, che tenga conto simultaneamente di educazione, lavoro, reddito e protezione, sarà possibile combattere efficacemente la violenza economica e restituire alle donne una piena capacità di autodeterminazione.
