Di Luca Franceschi
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Le piattaforme digitali rivestono oggi un ruolo di primaria importanza nella vita dei giovani: rappresentano spazi nei quali i ragazzi e le ragazze si informano, instaurano relazioni sociali e manifestano la propria curiosità. Per questa ragione, il settore della cultura e dell’informazione è sempre più attivo su tali piattaforme e anche il sistema scolastico deve impegnarsi non solamente nella realizzazione di contenuti coerenti dal punto di vista etico e deontologico, ma anche nell’assumere una funzione educativa nei confronti dei giovani. Una questione di grande rilevanza che la Scuola italiana dell’Alto Adige ha deciso di affrontare organizzando il 14 aprile, presso l’EURAC Research di Bolzano, un seminario intitolato “Scuola a prova di privacy: utilizzo corretto dei social media”.
L’iniziativa, sostenuta dalla Direzione Istruzione e Formazione italiana e coordinata da Fabrizio Bulgarelli, responsabile della protezione dei dati della Direzione, ha esaminato davanti a circa cento docenti i profili giuridici e normativi collegati all’utilizzo dei social media, mettendo a disposizione strumenti pratici e situazioni concrete per una gestione consapevole, efficiente e aderente alla legislazione applicabile. Il seminario ha affrontato vari argomenti: dalla corretta condivisione di immagini e filmati degli studenti ai principi del GDPR, dalla definizione dei ruoli e delle responsabilità del corpo docente all’utilizzo dei profili personali dei docenti, con l’intento di trasformare un ambito frequentemente considerato informale in uno spazio normato e protetto.
Il vicepresidente Marco Galateo sostiene che “investire nella preparazione dei docenti su queste tematiche significa potenziare l’abilità della scuola di orientare gli studenti verso un approccio critico e responsabile dei social media. Non si tratta esclusivamente di conformarsi alle disposizioni normative, ma di formare cittadini digitali consapevoli, in grado di muoversi in un contesto complesso”.
Il sovrintendente scolastico Vincenzo Gullotta condivide questa visione, affermando che “la scuola ha la responsabilità di prevenire pericoli e incoraggiare condotte appropriate da parte di tutti. È cruciale, inoltre, che gli insegnanti posseggano una formazione adeguata: solo in questo modo potranno accompagnare gli studenti verso un ricorso sicuro, rispettoso e consapevole degli strumenti digitali”.

