Di Luca Franceschi
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Dalla Commissione parlamentare Antimafia emergono spunti importanti che richiedono ulteriori approfondimenti. In particolare, le recenti audizioni svolte, e segnatamente l’ultima con il procuratore di Caltanissetta De Luca, hanno portato a galla elementi che esigono chiarezza e assunzione di responsabilità a livello istituzionale.
Le dichiarazioni rese dal magistrato relativamente al filone investigativo incentrato sul connubio “mafia-appalti” disegnano uno scenario caratterizzato da opacità nella conduzione delle indagini nel periodo in questione. Secondo quanto emerso, sarebbero riscontrabili possibili anomalie e comportamenti contraddittori che necessitano di essere sottoposti a piena illuminazione pubblica.
La Commissione parlamentare Antimafia ritiene fondamentale garantire che non sussistano lacune informative su uno dei periodi più tragici e significativi della battaglia contro le organizzazioni mafiose in Italia. Quanto sta emergendo riguarda vicende che, qualora venissero confermate, costituirebbero uno dei più rilevanti episodi di depistaggio nella storia della giustizia italiana.
Le conseguenze di tali accertamenti potrebbero risultare determinanti non soltanto per comprendere meglio il contesto storico e fattuale, bensì anche per ricostruire correttamente le dinamiche che hanno condotto alla strage di via D’Amelio, uno dei capitoli più dolorosi della lotta alle mafie nel Paese.
Quanto riferito in una nota dal deputato di Fratelli d’Italia Giandonato La Salandra, membro della Commissione parlamentare Antimafia.
