Di Luca Franceschi
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Alessandro Zan, componente della segreteria nazionale del Partito Democratico ed europarlamentare, ha duramente criticato l’intervento della premier Giorgia Meloni alle Camere. Secondo Zan, la presidente del Consiglio avrebbe parlato per un’ora sia alla Camera che al Senato senza affrontare concretamente le questioni fondamentali del Paese.
Nel suo intervento, Zan ha sottolineato l’assenza di messaggi significativi rivolti ai cittadini dinanzi a una situazione internazionale particolarmente critica e alla grave crisi energetica. Ha inoltre evidenziato la mancanza di strategie e visioni alternative da parte del governo, accusandolo di fare ricorso esclusivamente a strumenti propagandistici.
L’esponente dem ha criticato in particolare la dichiarazione della premier di non volersi dimettere, definendola come un’affermazione volta a sottolineare il proprio diritto a governare il Paese come acquisito permanentemente, a dispetto del chiaro segnale pervenuto dal referendum.
Secondo Zan, piuttosto che assumere responsabilità politica per i propri insuccessi e illustrare i progetti per i mesi a venire, Meloni ha preferito rivolgere nuovi attacchi nei confronti delle opposizioni. Tale atteggiamento sarebbe, a giudizio di Zan, la dimostrazione di una pratica abituale di scaricabarile.
Zan ha quindi definito il governo come un esecutivo che ha esaurito le proprie capacità innovative e ha perso il collegamento con la realtà italiana. Ha rimarcato come in quattro anni di governo non siano stati realizzati risultati positivi, bensì solo danni all’amministrazione del Paese.
L’europarlamentare del Pd ha concluso le sue osservazioni affermando che anche se Meloni dovesse effettivamente proseguire fino alla naturale scadenza della legislatura, il vero problema non sarebbe la durata del suo governo ma l’aumentare della distanza tra le istituzioni e la situazione concreta degli italiani. Quando un governo cessa di ascoltare il Paese, secondo Zan, non rimane che concludere che ha raggiunto il capolinea.
