Di Luca Franceschi
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Il dato Istat relativo al deficit al 3,1% in rapporto al Pil non rappresenta affatto un successo, secondo l’analisi di Angelo Bonelli. Si tratta piuttosto dell’esito di una strategia economica che ha perseguito unicamente l’obiettivo del rientro nei parametri europei nel corso di quattro successive manovre finanziarie, senza però affiancare una vera strategia volta alla crescita economica, alla giustizia sociale e alla sostenibilità ambientale.
La situazione economica generale del Paese risulta caratterizzata da una sostanziale stagnazione, con la produzione industriale in contrazione e i persistenti problemi legati al caro energia. Dopo quattro leggi di bilancio basate principalmente su aggiustamenti contabili e misure temporanee, continua a mancare una visione complessiva capace di rilanciare effettivamente l’economia e di ripristinare i servizi pubblici, duramente provati dalle politiche del governo delle destre.
Un aspetto particolarmente preoccupante emerge dai dati sulla povertà: oltre tre milioni di persone vivono in condizione di grave deprivazione materiale, rappresentando il 5,2% della popolazione totale. Questi cittadini faticano a fronteggiare spese impreviste, non riescono a pagare l’affitto e non possono permettersi un’alimentazione adeguata. Questo quadro rappresenta una fotografia impietosa di un Paese che continua a impoverirsi, mentre l’esecutivo si concentra esclusivamente sul raggiungimento di obiettivi numerici di bilancio.
Il governo Meloni prosegue nell’applicazione di politiche economiche prive di una vera direzione strategica. Mancano interventi strutturali sui salari, sull’energia e sugli investimenti, mentre abbondano misure di carattere temporaneo che finiscono per scaricare i costi su famiglie e imprese.
Secondo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, è necessaria una svolta immediata. Occorre destinare risorse per ridurre il costo dell’energia, puntare risolutamente sulla transizione ecologica, sostenere il lavoro e le imprese, oltre che accelerare i processi di innovazione tecnologica. Proseguire senza cambiamenti significativi significa condannare l’Italia a una stagnazione economica duratura e al conseguente aumento delle disuguaglianze sociali.
