Di Luca Franceschi
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La Corte penale internazionale ha deferito l’Italia per mancata cooperazione nel controverso caso Almasri, evidenziando le pesanti responsabilità dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni nella gestione del rimpatrio del cittadino libico accusato di torture e stupri.
La vicenda assume contorni ancora più gravi alla luce delle decisioni prese dalla maggioranza parlamentare. Proprio nella giornata di ieri, attraverso un ufficio di Presidenza della Camera, è stata avanzata la richiesta di proteggere Bartolozzi, figura centrale negli eventi che hanno portato al controverso rimpatrio del cittadino libico.
Il caso Almasri continua a rappresentare una macchia indelebile per la reputazione internazionale del Paese. L’episodio solleva interrogativi profondi sulla gestione della giustizia internazionale e sui rapporti con le istituzioni sovranazionali preposte alla tutela dei diritti umani.
Particolarmente preoccupante appare il tentativo dell’esecutivo di proteggere i responsabili di questa operazione attraverso quello che viene definito un evidente scambio politico. La coincidenza temporale tra questa mossa e le dimissioni dell’ex capo di Gabinetto del ministro Nordio non può essere considerata casuale.
La deputata del Movimento 5 Stelle Carmela Auriemma ha sottolineato come sia inammissibile che il governo cerchi di salvaguardare le figure coinvolte in una vicenda che ha compromesso l’immagine dell’Italia sul piano internazionale, proprio nel momento in cui una delle protagoniste di questa storia ha finalmente rassegnato le proprie dimissioni.
