L’immigrazione distrugge anche il calcio La Serie A oggi è il campionato più ricco di stranieri in Europa: il 67,5% dei giocatori non è italiano, 384 su 569, una percentuale che supera perfino la Premier League. Questo modello orientato al business favorisce i club ma ‘svuota’ il vivaio nazionale: la Nazionale, infatti, può pescare solo da un bacino che rappresenta il 30% del campionato.
Il risultato è una crisi strutturale, confermata dalla terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali e da anni di mancati investimenti sui giovani. I club oggi vedono la maglia azzurra come un ‘fastidio’ che non produce ricavi e preferiscono acquistare giocatori stranieri già pronti, invece di far crescere talenti italiani. Questo atteggiamento sta allontanando i giovani dal calcio e indebolendo il movimento. Anche il calcio e tutto lo sport rappresenta un interesse nazionale poiché ha un suo peso culturale ed economico oltre che identitario. Queste regole vanno riviste soprattutto nei settori giovanili.

