Di Luca Franceschi
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La senatrice del Movimento 5 Stelle Barbara Floridia ha commentato con toni critici le recenti dichiarazioni della premier Giorgia Meloni sulla scuola pubblica, sostenendo che solo la sconfitta al referendum abbia spinto il governo a occuparsi finalmente di istruzione.
“Evidentemente serviva la sconfitta clamorosa al referendum per far sì che Giorgia Meloni parlasse della scuola pubblica”, ha dichiarato Floridia, sottolineando come in quattro anni di governo questo argomento non fosse mai stato affrontato con la dovuta attenzione.
La parlamentare pentastellata, pur riconoscendo che qualsiasi incremento retributivo per il personale scolastico rappresenti un atto dovuto, ha evidenziato l’insufficienza delle risorse stanziate. “Peccato che quei soldi non bastino nemmeno a fare il pieno o la spesa, grazie agli aumenti a cui il governo non riesce a fare fronte”, ha osservato.
Floridia ha poi elencato una serie di criticità che caratterizzerebbero l’operato dell’esecutivo nel settore dell’istruzione. Secondo la senatrice, il governo avrebbe tagliato quasi un miliardo di euro destinati alla scuola pubblica per i prossimi anni nell’ultima legge di bilancio.
Tra le misure contestate figura l’accorpamento delle scuole, che avrebbe colpito particolarmente le aree interne e il Mezzogiorno, oltre al taglio di oltre 7.000 posti negli organici di professori e personale ATA.
La parlamentare ha inoltre criticato la riduzione di oltre 100 euro della Carta Docente e l’allungamento dell’età pensionabile per i docenti, definendo questi interventi come “ferite che non rimarginano con un post sui social”.
“Insomma, bene se si dà qualche soldo in più alla scuola, ma i tagli di questi anni restano ferite che non si possono sanare con una semplice comunicazione sui social network”, ha concluso Floridia, ribadendo la necessità di interventi più strutturali e consistenti per il settore dell’istruzione.
