Di Luca Franceschi
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Con l’approvazione dell’emendamento 3.75 alla riforma della Polizia Locale, è stata abbattuta una barriera che per molti anni ha limitato l’operatività degli agenti sul territorio. La norma permette ai corpi di Polizia Locale di accedere alle banche dati automatizzate del Ministero dell’Interno e del Dipartimento per i Trasporti, un risultato considerato storico dalla maggioranza parlamentare.
Secondo i deputati della coalizione di governo, non si tratta soltanto di un adeguamento tecnico, ma di una scelta politica significativa rivolta a mettere le donne e gli uomini della Polizia Locale nelle concrete condizioni di garantire la sicurezza urbana. La possibilità di consultare in tempo reale le informazioni del Centro Elaborazione Dati e i registri automobilistici renderà le attività di prevenzione e repressione dei reati notevolmente più rapide ed efficaci.
La riforma risponde a una richiesta che gli operatori della Polizia Locale rivolgono alle istituzioni da quasi trent’anni. Garantire l’interoperabilità dei dati tra lo Stato e gli enti locali rappresenta un elemento fondamentale per un controllo moderno del territorio. Con questo provvedimento, la Polizia Locale abbandona una considerazione di serie B per diventare un protagonista a pieno titolo del sistema di sicurezza integrata del Paese.
I promotori dell’iniziativa ribadiscono l’impegno nel fornire risposte concrete alla domanda di protezione che proviene dai cittadini e dai sindaci, ringraziando il sottosegretario Wanda Ferro per il contributo determinante nel raggiungimento di questo risultato.
