Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle chiede una riforma radicale del calcio italiano dopo la terza esclusione consecutiva dai Mondiali. Gli esponenti pentastellati in commissione cultura hanno espresso una posizione netta sulla crisi del movimento calcistico nazionale.
“Tre esclusioni consecutive dai mondiali rappresentano la dimostrazione definitiva di un movimento che ha smarrito direzione, credibilità e orgoglio”, dichiarano i rappresentanti M5S, che pur aprendo all’audizione del ministro Abodi, sottolineano come la questione vada oltre le semplici sostituzioni dettate dalla rabbia del momento.
Il focus viene posto sul concetto di responsabilità: secondo il M5S, chi ha guidato questo fallimento dovrebbe avere la lucidità di farsi da parte autonomamente, senza necessità di pressioni esterne. La critica non si limita al solo presidente Gravina, ma si estende a tutto l’apparato dirigenziale, ricordando come lo stesso Gravina sia stato eletto a febbraio dell’anno scorso con quasi il 100% dei consensi.
Il Movimento identifica il problema come strutturale, denunciando un sistema orientato principalmente agli interessi dei club e caratterizzato da commissioni record per i procuratori – le più elevate in Europa – a discapito della crescita dei giovani talenti.
Le domande poste dai pentastellati sono dirette e provocatorie: quando arriveranno gli obblighi per i club di investire sui settori giovanili? Perché si permette loro di ostacolare gli stage della Nazionale mentre la Supercoppa viene disputata in Arabia Saudita e si era addirittura programmato di giocare Milan-Como in Australia?
La critica si allarga anche alla dirigenza della Lega Calcio, mettendo in discussione se il problema sia limitato alla sola figura di Gravina. Il M5S denuncia una gestione che continua a rincorrere le emergenze senza mai intervenire sulle fondamenta del sistema.
L’allarme sociale lanciato riguarda un’intera generazione che non ha mai vissuto l’esperienza della Nazionale ai Mondiali. Per i pentastellati, proseguire con l’attuale gestione non è più sostenibile e rappresenta soltanto un accanimento contro quello che resta di una storia che meriterebbe un destino ben diverso.
