Di Luca Franceschi
///
Nel panorama internazionale odierno, caratterizzato da instabilità geopolitica che si ripercuote pesantemente sui costi dell’energia e sulle dinamiche commerciali globali, l’Europa deve dimostrare flessibilità e capacità di adeguarsi ai mutamenti. La posizione del Governo italiano riguardante una riforma del sistema Ets rappresenta esattamente questa esigenza: impedire che uno strumento concepito per facilitare la transizione verso l’ecologia sostenibile diventi un meccanismo che danneggia il tessuto economico produttivo italiano.
In questo momento cruciale, risulta imprescindibile proteggere la capacità competitiva delle aziende europee, già sottoposte a forti pressioni derivanti dall’incremento dei costi energetici e dalle criticità nei trasporti conseguenti alla situazione geopolitica globale. Occorrono interventi circoscritti nel tempo e specificamente mirati, in grado di considerare le circostanze eccezionali che caratterizzano il presente, pur salvaguardando i propositi legati alla sostenibilità ambientale.
L’Unione europea deve porsi come catalizzatore della crescita economica piuttosto che come limite ideologico. Per raggiungere questo obiettivo è cruciale agire anche nella sfera normativa, razionalizzando gli iter amministrativi e supportando efficacemente coloro che operano nel settore produttivo e generano occupazione. Il Governo Meloni persegue con risolutezza questa strategia, sollecitando un cambiamento di rotta che collocchi in primo piano l’equilibrio, l’approccio pragmatico e la salvaguardia degli interessi economici sia nazionali che europei.
A dichiararlo è Simona Petrucci, senatrice di Fratelli d’Italia.
