Di Luca Franceschi
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Le scritte minacciose che hanno fatto di nuovo la loro comparsa a Bologna costituiscono un episodio grave e del tutto inaccettabile, che non colpisce soltanto i soggetti direttamente presi di mira, ma compromette l’intero sistema democratico della nazione. A breve distanza da fatti analoghi registratisi nel capoluogo emiliano, questo ulteriore atto rappresenta una preoccupante intensificazione della violenza verbale che non può essere ignorata o minimizzata.
Il ricorso al linguaggio dell’odio e dell’intimidazione non trova alcuna legittimazione nel dibattito civile e politico di una società democratica. La frequenza con cui si ripetono simili comportamenti rivela l’instaurarsi di un clima di tensione che richiede una risposta ferma, decisa e univoca da parte di tutte le istituzioni competenti e di tutti gli schieramenti politici, senza eccezioni o distinguo.
Per quanto riguarda gli episodi specifici, viene espressa piena solidarietà nei confronti del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del sindaco di Bologna Matteo Lepore e degli assessori Daniele Ara e Matilde Madrid. Questi ultimi sono stati destinatari di minacce di carattere vigliacco, comportamenti che non rientrano in alcun modo nell’ambito del legittimo esercizio del dissenso democratico, ma rappresentano veri e propri atti di violenza verbale e intimidazione.
