Di Luca Franceschi
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L’Agenzia delle Entrate ha reso pubblici i dati definitivi relativi al 2025, evidenziando un aumento significativo delle partite IVA “apri e chiudi” chiuse d’ufficio. Le cifre mostrano oltre 12.000 cessazioni, un dato che rappresenta il doppio rispetto alle 6.000 registrate nel 2024 e quintuplicato rispetto alle 2.400 del 2023. Secondo quanto dichiarato da Lino Ricchiuti, vice responsabile nazionale del Dipartimento Imprese e Mondi Produttivi di Fratelli d’Italia, questa crescente tendenza dimostra che il corso intrapreso dall’esecutivo Meloni è corretto.
Le partite IVA “apri e chiudi” rappresentano uno schema fraudolento consolidato: gli operatori procedono all’apertura, incassano fondi, concludono l’attività senza versare alcuna imposta, per poi ricominciare sotto una denominazione diversa. Ricchiuti sottolinea come il fenomeno sia ampiamente diffuso tra imprenditori extracomunitari che hanno trasformato questa pratica in un sistema rodato di evasione tributaria. Si tratta, secondo il suo giudizio, di una frode compiuta ai danni dell’amministrazione statale e di una competizione scorretta nei confronti di chi conduce la propria attività secondo le regole.
L’esponente di Fratelli d’Italia evidenzia come il periodo di tolleranza nei confronti di questi evasori seriali sia terminato, ricordando come per molti anni questa pratica sia stata ignorata dalle istituzioni. Grazie agli interventi normati dalla legge di Bilancio 2023, nel solo 2024 sono stati bloccati crediti fiscali fraudolenti per un ammontare superiore a 3 miliardi di euro.
Nel 2025, il recupero dell’evasione ha toccato quota 36,2 miliardi di euro, il massimo storico mai registrato, superando il 2022 di oltre il 43%. Ricchiuti collega questi risultati a una campagna che Fratelli d’Italia ha promosso sin dal primo giorno dell’attuale governo, con l’intento di assicurare uno Stato che stia dalla parte di coloro che svolgono regolarmente la propria professione.
