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FDI – FRATELLI D’ITALIA * CAMERA: «REFERENDUM. URZÌ (FDI): UN SÌ PER RESTITUIRE AGLI ITALIANI UN GIUSTO PROCESSO E LIBERARE LA GIUSTIZIA DALLA POLITICA»

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16.00 - venerdì 20 marzo 2026

Di Luca Franceschi
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“La più bella riforma costituzionale degli ultimi decenni ha dovuto affrontare una campagna mediatica caratterizzata da disinformazione e denigrazione, basata su argomenti costruiti ad hoc dal fronte del NO, che gode del supporto della sinistra. Anziché confrontarsi nel merito della questione referendaria, l’opposizione ha trasformato il voto in un’occasione per esprimere sfiducia verso il governo Meloni. Si tratta di un’ossessione che risulta ancora più evidente considerando che lo stesso Presidente del Consiglio ha già dichiarato che l’esecutivo rimarrà in carica per l’intera legislatura indipendentemente dall’esito del referendum”. Con queste parole il deputato Alessandro Urzì, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Affari Costituzionali e coordinatore regionale, spiega la situazione della consultazione imminente.

Domenica e lunedì gli italiani saranno chiamati a decidere se accogliere una riforma della giustizia che Urzì definisce eccellente, oppure mantenere il sistema vigente, caratterizzato da quella che il deputato chiama “lottizzazione politica della magistratura” e da “correnti ideologizzate”, costantemente in contrasto con le iniziative normative sulla legalità e l’immigrazione promosse dalla coalizione di governo.

Nel corso della giornata è prevista la chiusura della campagna referendaria a Bolzano, organizzata da Fratelli d’Italia insieme alla Lega e Forza Italia. Un ruolo significativo verrà ricoperto dalla lista civica per Bolzano, che parteciperà con una delegazione propria insieme ai comitati a favore del sì, tra cui quello rappresentato a livello regionale da Alessandro Forest.

Urzì sottolinea che non si tratta di una riforma caratterizzata da una matrice ideologica di destra o di sinistra, bensì esclusivamente di una proposta fondata sul buon senso. A sostenerla vi sono parlamentari provenienti da Azione, Italia Viva, + Europa, oltre a diversi esponenti del Partito Democratico. Quest’ultimo, solo pochi anni fa, aveva incluso la separazione delle carriere nelle proprie tesi congressuali, una posizione che oggi il partito ha radicalmente abbandonato, operando quella che Urzì definisce “un’incredibile inversione a U dello stato maggiore del PD”.

Secondo il deputato, l’unica “colpa” della riforma risiede nel fatto di essere stata elaborata dal centrodestra. La “casta delle correnti” che ha conquistato posizioni di potere all’interno della magistratura italiana teme profondamente una vittoria del sì. Tra gli elementi innovativi della riforma vi sono l’introduzione del sorteggio tra i candidati idonei per la composizione dell’organo di alta amministrazione del CSM, che verrebbe sdoppiato, la separazione delle carriere fra i giudici che decidono sulla colpevolezza e i pubblici ministeri che sostengono l’accusa.

Urzì pone una domanda retorica sui meccanismi di tutela dei cittadini: “Che garanzia c’è? Come se in una partita Milan Inter l’arbitro scendesse in campo indossando la maglia di una delle due squadre?”. Inoltre, la riforma prevede l’istituzione di un’alta corte disciplinare indipendente, affinché i magistrati che commettono errori rispondano delle proprie azioni.

Il deputato evidenzia come lo Stato italiano abbia versato, fino a oggi, un miliardo di euro in risarcimenti per ingiuste detenzioni, e che migliaia di persone abbiano scontato periodi di custodia pur essendo innocenti. Eppure, nel periodo compreso tra il 2017 e il 2024, si è registrato solo un caso di trasferimento disciplinare. Un dato che Urzì definisce “un orrore che va sanato”.

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