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M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «CARBURANTI, TORTO-PIRRO (M5S): PROGRAMMAZIONE ECONOMICA GOVERNO COMPLETAMENTE SBALLATA E DECRETI INUTILI»

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16.01 - giovedì 19 marzo 2026

Di Luca Franceschi
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Le capigruppo del Movimento 5 Stelle nelle Commissioni bilancio di Camera e Senato denunciano una grave sottovalutazione della crisi energetica da parte del governo, evidenziando come le previsioni economiche ufficiali si siano rivelate completamente inadeguate rispetto alla realtà dei mercati.

L’impennata dei prezzi di petrolio e gas ha infatti superato di gran lunga anche le stime più pessimistiche contenute nell’ultimo Documento programmatico di finanza pubblica. Mentre il documento governativo prevedeva per il 2026 un prezzo del petrolio a 66 dollari al barile nello scenario di base, con un massimo di 76 dollari nello scenario di rischio, la realtà attuale mostra quotazioni che hanno raggiunto i 110 dollari al barile.

Analogamente, per il gas naturale le previsioni governative oscillavano tra i 32 euro a megawattora dello scenario base e i 42 euro di quello pessimistico, mentre oggi i prezzi superano i 60 euro a megawattora. Questa drammatica discrepanza tra previsioni e realtà mette in discussione l’intera programmazione economica dell’esecutivo.

Le conseguenze di questa errata valutazione si riflettono direttamente sulle prospettive di crescita del Paese. La già modesta previsione di crescita dello 0,7% per l’anno in corso rischia ora di precipitare verso la stagnazione, aggravata anche dalla conclusione del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Questo scenario comporterebbe inevitabili ripercussioni negative sull’andamento del debito pubblico e su tutti gli altri parametri macroeconomici fondamentali. Una programmazione economica così lontana dalla realtà genera inoltre interventi inadeguati, come i recenti decreti su bollette e carburanti, definiti dal Movimento 5 Stelle come semplici “decretini” privi di efficacia concreta.

Questi provvedimenti, caratterizzati da misure temporanee e di scarso impatto come piccoli tagli alle accise per pochi giorni, non rappresentano un aiuto sostanziale per famiglie e imprese alle prese con i rincari energetici. L’approccio governativo appare vincolato da rigidi obiettivi contabili che impediscono l’adozione di misure realmente incisive.

Il Movimento 5 Stelle propone invece un cambio di strategia radicale: anziché limitarsi a chiedere la sospensione del sistema europeo di scambio delle emissioni, il governo dovrebbe negoziare con Bruxelles la sospensione del Patto di stabilità. Questa mossa consentirebbe di liberare risorse significative per sostenere concretamente il tessuto socio-economico nazionale.

Parallelamente, viene sollecitata l’introduzione di una tassazione vera e consistente sugli extraprofitti del settore energetico, che negli ultimi tre anni hanno raggiunto la cifra record di 70 miliardi di euro. Questi guadagni straordinari potrebbero essere utilizzati per finanziare interventi di sostegno alle famiglie e alle imprese più colpite dalla crisi energetica.

In vista del prossimo Documento di programmazione finanziaria, il Movimento 5 Stelle chiede che l’esecutivo presenti alle Commissioni bilancio un quadro macroeconomico finalmente aderente alla realtà attuale, abbandonando previsioni che si sono dimostrate completamente fuori dalla storia e inadeguate a fronteggiare le sfide del momento.

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